Sono state sospese le ricerche dei cinque alpinisti dispersi sul ghiacciaio dello Yalung Ri, in Nepal, travolti da una valanga lunedì mattina, tra cui due italiani.

Oltre a Marco Di Marcello risultano dispersi anche un altro italiano, l’altoatesino Markus Kirchler, il tedesco Jakob Schreiber e i nepalesi Mere Karki e Padam Tamang. “Secondo quanto abbiamo capito – ha riferito Gianni Di Marcello – le condizioni meteo per il volo non sono ideali e la neve su cui lavorano i soccorritori è molto compatta e piena di detriti rocciosi su cui è difficile scavare”.

“Purtroppo, dobbiamo annunciare che la missione Yalung Ri è stata sospesa a causa della forte presenza di neve supercompatta, rendendo impossibile scavare al momento”, si legge nell’ultimo aggiornamento. “Monitoreremo le condizioni – prosegue il messaggio – e valuteremo le opzioni in futuro”.

Lo confermano Manuel Munari, capo di Avia Mea e istruttore pilota, e Michele Cucchi, arrivato appositamente dal laboratorio Piramide EVK2Cnr all’Everest, rientrati a Kathmandu dopo giorni di operazioni nella remota valle di Rolwaling, nel distretto di Dolakha.

«Sul ghiacciaio non c’è più nessuno – aveva spiegato Munari all’Agi – abbiamo riportato al lodge anche tutti i soccorritori nepalesi. Abbiamo fatto ricerca, marcato i punti, iniziato a scavare. Se ci saranno segnali certi, torneremo con dieci sherpa per cercare nella neve, anche se in alcuni tratti supera i dieci metri».

A rendere ancora più drammatica la situazione è la complessità dell’area colpita: i soccorritori italiani sono intervenuti con due elicotteri, uno della Simrik Air e l’altro di Eli Everest, in una missione coordinata da Agostino Da Polenza. Durante i sorvoli sono stati individuati ramponi e resti di abbigliamento.