Il calcio italiano, nuovamente, nel caos dopo una decisione (sbagliata) della squadra arbitrale di turno. Spezia-Lazio ha tracciato un altro solco sui problemi, ormai conclamati, che la classe dei direttori di gara sta evidenziando in questa travagliata stagione. I biancocelesti incassano, lo Spezia recrimina, le avversarie della formazione di Maurizio Sarri si arrabbiano, il Codacons insorge e l’AIA è costretta, con enorme imbarazzato, a sospendere il duo Pairetto-Nasca dopo il grave errore commesso. La rete griffata da Francesco Acerbi all’ultimo respiro al Picco, infatti, doveva essere annullata per fuorigioco del difensore ex Sassuolo: il portiere degli spezzini, Ivan Provedel, non era tra i pali e quindi la posizione del trentatré dei laziali era da segnalare come irregolare, visto che il penultimo difendente era avanti. Tutti hanno espresso la loro, ma qualcuno dovrà adoperarsi nel migliorare la classe arbitrale del futuro. Velocemente.

Spezia-Lazio, enorme eco mediatica dopo il grave errore del duo Pairetto-Nasca

La miccia è stata accesa domenica sera da Josè Mourinho, tecnico della Roma, che proprio contro Lazio, Fiorentina ed Atalanta combatte per un posto europeo. A margine del pareggio dei giallorossi contro il Bologna, il portoghese si è chiesto come fosse possibile convalidare una rete in palese fuorigioco in epoca di VAR. L’interrogativo è quantomeno giusto ed inchioda Pairetto e Nasca alle loro responsabilità. Chiara, ovviamente, la rabbia dello Spezia che attraverso i suoi canali ufficiali si è scagliato contro la direzione di gara. L’AIA non poteva sorvolare: per il duo di fischietti è arrivata, infatti, la sospensione fino a fine stagione. Una decisione che non farà ripetere la partita (come aveva tuonato il Codacons) e che porta alla classifica della Lazio (che si è difesa dalla parole dello Special One con un duro comunicato) tre punti d’oro nella corsa all’Europa League.

L’orrore di La Spezia è marchiano perché calpesta la regola del fuorigioco. Non è un incidente di percorso, ma un appannamento momentaneo che ha riscritto gli arcaici dettami del gioco in una stagione già travagliata per i direttori di gara. Ogni weekend, infatti, una società lamenta delle decisioni avverse dei fischietti. E spesso hanno ragione. Mentre tutto il mondo del calcio italiano prende posizione in base ai rispettivi (e giustificati) interessi, l’AIA dovrà lavorare alacremente per costruire una classe arbitrale all’altezza della situazione. Ripartendo, evidentemente, dallo studio del regolamento.