Quante volte ci siamo trovati costretti a mentire dicendo di aver “letto” un articolo, solo per non ammettere di aver appreso quella notizia su TikTok? Forse più spesso di quanto ci piaccia ammettere, ma l’era delle bugie potrebbe finire grazie a un nuovo aggiornamento di Spotify. In un mondo in cui avvertiamo la necessità di dover correre costantemente, senza neanche capire bene perché, il tempo che possiamo dedicare a una corretta informazione non sempre è elevato. La piattaforma leader per lo streaming digitale di musica potrebbe aver colto questo aspetto. Oltre le precedenti introduzioni che rendono Spotify un app completa, tra musica, podcast e audiolibri, se ne aggiunge un’altra: gli articoli delle principali testate giornalistiche da ascoltare.

Gli articoli adesso arrivano anche su Spotify, ma in un formato completamente nuovo

Adesso gli utenti, che si trovino in un autobus pieno o al supermercato, possono ascoltare le news di approfondimento in totale comodità. Un primo chiarimento, come accennato anche poco prima, è che gli articoli in questioni provengono per l’appunto dalle principali testate. Inoltre, i contenuti (almeno per il momento) sono reperibili esclusivamente in inglese. Non è chiaro se e quando verranno introdotte anche le testate italiane. In attesa del rilascio di ulteriori chiarimenti in merito, possiamo vedere come funziona il nuovo aggiornamento. Secondo le attuali stime si contano oltre 650 articoli narrati provenienti da Rolling Stone, Vanity Fair, Vogue e molte altre ancora. Non si tratta, tuttavia, di notizie flash, bensì approfondimenti corposi dalla durata inferiore alle due ore.

Per poter accedere a questi contenuti sarà sufficiente entrare nella libreria audiolibri. Non si tratta ovviamente di una funzione gratuita, ma utilizzabile attraverso l’abbonamento Premium. Quest’ultimo, infatti, fornisce 15 ore mensili dedicate agli audiolibri: l’ascolto per le notizie verrà sottratto da questo totale. Qualora risultino insufficienti, è possibile anche estendere le ore attraverso Audiobooks +, oppure acquistando i pezzi singoli. Un altro dettaglio di cui non siamo ancora a conoscenza è se le voci sono umano oppure generate con l’intelligenza artificiale.

Colleen Prendergast, colei che si occupa delle licenze presso Spotify Audiobooks, ha dichiarato: «Con gli articoli narrati, stiamo introducendo il giornalismo di approfondimento in formato audio come naturale estensione della musica, dei podcast e degli audiolibri per cui gli utenti scelgono già Spotify, concentrandoci su argomenti che sappiamo essere di loro gradimento». «Aggiungendo contenuti di formato più breve, andiamo incontro alle esigenze del pubblico per aiutarlo a sviluppare sane abitudini di ascolto, con l’obiettivo finale di aumentare nel tempo il coinvolgimento nei confronti dei libri», ha aggiunto.

Stefania Cirillo