Cultura

Stanislavskij e Dančenko, l’incontro che cambia il teatro

Fare l’attore diventa un lavoro dignitoso ma duro. La fine dell’istrionismo e la nascita del teatro moderno con il metodo Stanislavskij

La condizione del teatro russo e il comune bisogno di rinnovarlo spingono Konstantin Stanislavskij e Vladimir Nemirovič-Dančenko ad incontrarsi in un ristorante di Mosca nel giugno 1897. Il primo è già un affermato attore, regista ed insegnante ed il secondo è un drammaturgo e insegnante.

Entrambi hanno l’esigenza di cambiare quel teatro, ormai stanco, della Russia di fine ‘800. Sentono la necessità di creare un teatro nuovo ed è quello che fanno dando vita al Teatro d’Arte di Mosca. Il nuovo teatro lavora con gli allievi dei due insegnanti (anche quelli formatisi precedentemente) e mette regole fisse che modificano il comportamento di attori e spettatori.

Prima di chiedere agli attori di seguire queste direttive bisogna però dare agli artisti la possibilità di lavorare in condizioni umane. Fino ad allora non avevano camerini, ma solo piccoli stanzini, situati sotto la scena, senza riscaldamento, senza finestre e sporchi.

L’attore pativa il freddo d’inverno e il caldo d’estate. Ecco allora che Stanislavskij e Dančenko prevedono per gli attori camerini illuminati e puliti, arredati con una scrivania e gli accessori necessari, un lavandino e una poltrona.

Dal canto loro però gli attori devono seguire delle regole. Non sono più ammessi capricci, pigrizia e brutto carattere. Viene coniato il famoso “Oggi Amleto, domani una comparsa..” per indicare l’importanza di tutte le parti all’interno del testo da rappresentare e uscire dal divismo. Anche la recitazione cambia.

All’attore ora si chiede semplicità e verità, capacità di recitare senza falsità e declamazione. Contrari al falso pathos, Stanilslavskij e Dančenko invitano l’attore a dare risalto al sentimento interiore, avviando così il famoso metodo Stanislavskij. Altre modifiche si prospettano per la messa in scena del testo. Si cerca un maggior realismo per costumi e scene.

 Vladimir Nemirovič-Dančenko (c) dal web
Vladimir Nemirovič-Dančenko (c) dal web

Le luci vengono utilizzate in maniera diversa (lasciando anche intere scene nell’oscurità) e anche gli attori vengono mostrati, a volte, di spalle. Le orchestre, che allietano il pubblico prima dell’inizio dello spettacolo e durante gli intervalli (impedendo agli attori di recitare bene e agli spettatori di vedere) vengono spostate dietro le quinte a suonare solo quando il copione lo esige.

Alle maschere viene chiesto di non muoversi durante la rappresentazione per non disturbare e anche il sipario (che prima si chiudeva calando dall’alto) ora è aperto in mezzo e si muove orizzontalmente. E’ nato il Teatro d’Arte di Mosca. Un teatro nuovo su cui poggerà tutto il teatro moderno.

Alessandra Casanova

Anna Cavallo

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