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Stop ai manifesti sessisti e violenti, la norma del Dl Trasporti

Stop ai manifesti pubblicitari sessisti, discriminatori e violenti. E’ arrivato il momento di dire basta ai cartelloni pubblicitari che per promuovere un autolavaggio utilizzano le forme di una donna in bikini. Basta a pubblicità in cui le donne per promuovere un panino simulano sesso orale. Basta ad una cultura che suggerisce che una donna sottomessa sia una cosa normale. La pubblicità è uno strumento affascinante, capace di incidere sulle menti, far sorgere un sentimento di bisogno. Da oggi in poi, però, i marketers non potranno più utilizzare impropriamente immagini che, sebbene idonee a catturare il pubblico, siano sessiste, discriminatorie o violente. Lo prevede il nuovo emendamento del Dl trasporti.

Stop manifesti pubblicitari sessisti
Cartellone sessista-Photo Credit: web

Cosa prevede la norma?

“E’ vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso, dell’appartenenza etnica. Oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere, alle abilità fisiche e psichiche”. Questo è quanto si legge nell’emendamento contenuto nel nuovo Dl Trasporti e approvato da due relatrici donne Raffaella Paita e Alessia Rota.

Si tratta di una conquista di civiltà volta ad impedire, di fatto, che la circolazione diventi occasione per la stigmatizzazione del corpo femminile o evochi immagini discriminatorie o violente.

Stop ai manifesti pubblicitari sessisti
Cartellone sessista: Photo Credit: web

L’applicazione della norma

L’emendamento, che modifica il Codice della Strada, per le forme di concreta applicazione si rimette all’emanazione di specifiche direttive. Lo stop ai manifesti pubblicitari sessisti, discriminatori e violenti espone a precise sanzioni. In particolare accertata la violazione della norma l’autorizzazione ad esporre cartelloni pubblicitari è immediatamente revocata. La pubblicità dovrà, dunque, essere immediatamente rimossa. In proposito, secondo quanto sottolineato da una delle due relatrici, Alessia Rota:

“Troppo spesso, ancora oggi vediamo pubblicità che utilizzano messaggi che mortificano le donne o sono più o memo discriminatori. Senza nessuna volontà di censura, è il momento di dire basta e di promuovere invece una cultura del rispetto verso tutti gli individui”.

stop ai manifesti pubblicitari sessisti
Cartellone sessista- Photo Credit: web

L’emendamento è un piccolo passo

Il problema di fondo che solleva l’emendamento è ben più ampio. La verità è che le pubblicità sessiste non infastidiscono nemmeno le donne. Siamo abituate a pensare che sia normale. Le pubblicità in cui la donna esiste solo come oggetto o come donna delle pulizie sono all’ordine del giorno. Si tratta di immagini frutto di un’impostazione patriarcale che va avanti per stereotipi triti e preconcetti banali, peggio se trascende in immagini inaccettabili foriere di un messaggio secondo cui la violenza sia sexy. Stop ai cartelloni pubblicitari sessisti, discriminatori e violenti porta con sé una piccola inversione di rotta, destinata a rimanere però una goccia nel mare se non cambia anche l’impostazione mentale di tutti, uomini e donne.

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