Strage di Ustica, arriva la condanna per lo Stato: maxi risarcimento per la compagnia aerea Itavia

A quarant’anni dalla strage di Ustica giustizia è (in parte) fatta: i ministeri della Difesa e dei Trasporti sono stati condannati a risarcire 330 milioni di euro alla compagnia aerea Aerolinee Itavia Spa.

Strage di Ustica: i processi infiniti

Secondo la Corte d’Appello di Roma questa cifra va a risarcire Itavia anche del danno causato dal fermo della flotta aerea e dalla revoca della concessione successiva alla strage.

Nel 2018 la Cassazione ha convalidato quanto stabilito dai giudici civili in Appello che avevano stabilito un risarcimento di 265 milioni dovuto dallo Stato a Itavia, ritenendo “più probabile” che la strage di Ustica fosse la conseguenza dellancio di un missile“.

I ministeri della Difesa e quello dei Trasporti sono stati quindi condannati per non aver assicurato la sicurezza nei cieli e l’assistenza al volo

La terza sezione civile della Cassazione aveva disposto, poi, la verifica dell’ulteriore pretesa risarcitoria di Itavia, che lamentava anche i danni dovuti alla cessazione dell’attività e alla revoca della concessione di volo. Danni che sono stati riconosciuti con l’ultima sentenza pubblicata dalla Corte di Appello di Roma il 22 aprile e che ha stabilito la cifra risarcitoria finale di 330 milioni di euro.

Il mistero (mai risolto) della strage di Ustica

Il 27 giugno del 1980 è una data entrata tristemente nella storia. Quel giorno, intorno alle nove di sera, un aereo partito da Bologna e diretto a Palermo precipita tra l’isola di Ponza e quella di Ustica.

Migliaia di pezzi del velivolo verranno ritrovati nel Mar Tirreno e tutti i passeggeri perderanno la vita. È uno degli incidenti aerei più gravi mai verificatisi sul suolo italiano. Sull’aeromobile DC-9 della compagnia aerea Itavia viaggiavano 81 persone, tra passeggeri ed equipaggio.

Ustica, quarant’anni dopo

Come l’attentato di piazza Fontana e quello alla stazione di Bologna, la strage di Ustica è un evento che sconvolge l’Italia intera e che ancora oggi lascia molti interrogativi irrisolti. Le ipotesi principali sulle quali hanno indagato gli inquirenti vanno da quella di una bomba esplosa a bordo, al cedimento strutturale, fino all’abbattimento del velivolo causato da un missile aria-aria probabilmente lanciato da un aereo militare.

Per anni i magistrati hanno cercato la verità, ma i continui depistaggi, le reticenze, le false testimonianze hanno reso impossibile l’accertamento dei fatti in sede penale. Alcuni hanno scomodato addirittura gli alieni per giustificare la strage senza colpevoli.

Le indagini, i depistaggi e gli intrighi internazionali

Nelle indagini sono stati coinvolti e ascoltati generali e alte cariche dello Stato. Nel febbraio del 2007 l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga (Capo dello Stato all’epoca della strage di Ustica) dichiara che ad abbattere il DC-9 sarebbe stato un missile lanciato da un aereo francese decollato dalla portaerei Clemenceau.

Nel 2010 Cossiga dichiara alla stampa che il missile francese era indirizzato a un aereo che trasportava l’allora leader libico Gheddafi.

Insomma, una serie di bufale e depistaggi mischiate a mezze verità.

Per avere un po’ di giustizia dobbiamo arrivare al 2013, anno in cui in sede civile i ministeri della Difesa e dei Trasporti vengono condannati a risarcire i familiari delle vittime della strage di Ustica per non aver fatto nulla per prevenire il disastro e per garantire la sicurezza del volo.

Il colpevole ancora oggi non c’è. O meglio c’è, ma non lo conosciamo.

Misteri italiani.

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