Esteri

Sudafrica: l’esercito interviene per proteste e saccheggi, 32 morti


In Sudafrica le proteste iniziate dopo l’arresto dell’ex presidente Jacob Zuma si caricano di violenza, saccheggi, devastazione. Dopo l’intervento dell’esercito il bilancio sale da 10 a 32 vittime.

I vertici militari sudafricani hanno deciso di intervenire. Useranno le forze dell’esercito per reprimere le proteste e gli scontri iniziati dopo l’arresto dell’ex presidente Jacob Zuma. L’ex presidente è in carcere ora, dove dovrà scontare una pena di 15 mesi per oltraggio alla corte. Il reato deriva dal fatto che non si è stato presente alle udienze di un processo a suo carico per corruzione. Ma vediamo la vicenda nel dettaglio.

La vicenda di Jacob Zuma, ex Presidente del Sudafrica:

Iniziamo dalla causa delle proteste. Jacob Zuma ha 79 anni ed è stato presidente dal 2009 al 2018. La prima accusa a suo carico è quella di corruzione, con aggiunta di oltraggio alla corte per la sua assenza al processo cui era imputato.

Il processo per corruzione nei suoi confronti – sul quale si era sempre rifiutato di dichiarare alcunchè – riguarda l’acquisto di una partita di armi dell’azienda francese Thales da parte del governo sudafricano. L’acquisto risale al 1999, anno in cui ancora era vicepresidente. Zuma è accusato di avere accettato delle tangenti da Thales attraverso il suo ex consigliere finanziario Schabir Shaik. Schabir ha ricevuto una condanna per truffa e corruzione nel 2005.

Le proteste:

Gli scontri sono in corso da giorni ma si sono fatti più intensi nelle ultime ore. L’esplosione è avvenuta dopo che Zuma ha parlato alla Corte Costituzionale e si è detto innocente. Zuma si era consegnato alla polizia già dall’8 Lulgio.

Gli scontri più duri sono stati nella provincia di Gauteng (Johannesburg) e nella provincia di KwaZulu-Natal, di cui è originario Zuma. In diverse aree delle due province ci sono stati saccheggi e rivolte consequenzali alla protesta, come anche gli scontri con la polizia. Questo ha bloccato molte strade e di conseguenza la mobilità di molti quartieri. In certi casi sono state costruite barricate di fortuna e sono state usate armi da fuoco contro la polizia.

Il bilancio delle vittime sale:

Il bilancio delle violenze e dei saccheggi che da diversi giorni colpisce il Sudafrica è salito a 32 morti. Il tutto con l’annuncio di ulteriori 22 morti martedì 13 luglio in mattinata. L’annuncio è stato fatto dal Primo Ministro della provincia del Kwazulu-Natal (KZN, Est).

Il numer delle vittime nella provincia in cui sono iniziate le violenze venerdì era già salito a 26, come annunciato da Sihle Zikalala in una conferenza stampa. A questa valutazione vanno aggiunti i sei decessi nell’agglomerato di Johannesburg confermati lunedì sera dal presidente Cyril Ramaphosa. Zikalala ha menzionato in particolare il fatto che molti di questi decessi sono avvenuti durante “gli scontri in questo contesto di sommosse“. Non c’è quindi specifica per il luogo.

I primi incidenti, con strade bloccate e camion incendiati, sono avvenuti venerdì, il giorno dopo l’arresto nel paese zulu dell’ex presidente Jacob Zuma, condannato a una pena detentiva per oltraggio alla giustizia. Violenze, saccheggi e incendi si sono poi propagati nel fine settimana all’area metropolitana di Johannesburg, capitale economica del Paese.

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Articolo di Maria Paola Pizzonia

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Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma e Fumettista per la Scuola Romana del Fumetto. Ha conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma. Ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Assistente di redazione per Pagine Edizioni. Scrive anche per Chiasmo Magazine, Mangiatori di Cervello, Octonet. Redattrice di Metrò per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha lavorato al progetto BRAVE GIRLS di cui si occupa attualmente.
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