Il 25 giugno è approdato nelle sale cinematografiche Supergirl. Milly Alcock, che interpreta la fortissima supereroina del film, non ha messo tutti d’accordo. Se da una parte il film è stato proprio elogiato per la sua interpretazione altri hanno criticato l’attrice, ma per ben altro: il suo aspetto estetico. Vediamo cos’è successo e cosa significa tutto questo.
Il dibattito esploso online
Il dibattito sul body shaming legato a Supergirl è esploso di recente a seguito della pubblicazione del materiale promozionale per il nuovo film DC dedicato all’eroina. L’attrice protagonista, Milly Alcock, è stata bersaglio di critiche e commenti denigratori sull’aspetto fisico e sul look da parte di alcune figure dello spettacolo. Le polemiche principali ruotano attorno al tentativo di criticare il suo aspetto in un contesto in cui il fandom e gli esperti respingono tali attacchi come cyberbullismo immotivato.

Il caos che ha generato l’onda di bodyshaming, inoltre, è stato alimentato da un attore interno all’universo. L’ex Superman televisivo Dean Cain infatti è finito al centro di una dura bufera mediatica dopo aver deriso l’aspetto dell’attrice su internet. Impressionante come creature dello stesso universo filmico e fumettistico finiscano per scopntrarsi su fronti opposti. Generando inoltre uno scontro controproducente e privo di reale spessore critico.
Look e costumi
Anche durante la messa in onda della serie classica con Melissa Benoist, non sono mancate polemiche sul corpo. L’attenzione si è spesso concentrata anche sui costumi: le critiche in passato vertevano sull’eccessiva sessualizzazione o al contrario sull’eccessiva copertura del costume, spingendo costumisti e attrici a ribadire l’importanza di sentirsi a proprio agio e rappresentare un modello positivo per i giovani. In realtà sembra che oggi si sia davvero fatto un passo avanti sulla stigmatizzazione femminile. I costumi ci rappresentano, e come tali devono essere lo specchio più genuino e sincero di ciò che siamo. La figura della donna in precisi universi filmici è stata spesso sessualizzata – pensiamo alle bond girl e al sex appeal di figure affini – . Stavolta la nuova Supergirl trasmette una freschezza e una genuinità tutta teen pop che rivendica genuinità e progresso.
La risposta dell’attrice
La risposta di Milly Alcock non è tardata ad arrivare. La supereroina risponde: «Con un mondo così instabile e terrificante come quello attuale, i governi non hanno a cuore gli interessi di nessuno e le persone si rivolgono ai forum online per trovare una guida. Questo crea solo un rapporto malsano con una persona che, prima o poi, inevitabilmente, deluderà i suoi fan. Immagino che le donne sappiano che, purtroppo, è sempre stato così. E si tratta di molte persone i cui profili non hanno foto, account usa e getta. Oppure di qualcuno con il nome e la descrizione: “Padre di quattro figli, cristiano”, il che mi fa morire dal ridere. Ma insomma, di chi ti importa davvero dell’opinione? Se fai arrabbiare le persone giuste, stai andando bene. Perché a volte le persone rafforzano le convinzioni che hai su te stessa, e pensi: “Ora qualcuno l’ha detto! È vero!” E devi ricordarti che non è così.» Vediamo come l’attrice punti l’attenzione sulla comunicazione sana e sul rapporto tutto fisico e umano tra le persone, a dispetto delle comunità online, spesso luogo di fraintendimenti e odio gratuito.
Il nuovo film su Supergirl
Il nuovo film da solista, diretto da Craig Gillespie (regista di Crudeliae Tonya), è stato fin da subito descritto come più folle e scatenato rispetto al film di debutto dell’universo cinematografico, pur trattandosi di personaggi appartenenti alla stessa famiglia. Questo perché la pellicola rispecchia l’ironia e il carattere tipico di Kara Zor-El, alias Supergirl.Come sappiamo, il cinecomic si ispira al capolavoro fumettistico Supergirl: Woman of Tomorrow, richiamandone diversi elementi nel corso della storia. Ma vediamo com’è andata.
Milly Alcock, attrice australiana nota per aver interpretato Rhaenyra Targaryen in House of the Dragon, è stata la scelta ideale per dare vita a una Supergirl più frizzante e ironica del solito. La critica elogia all’unisono il suo stile giovane e coinvolgente. L’attrice dunque, al di là della coltre delle critiche estetiche, nocive e infondate, si rivela perfetto per costruire un’eroina volutamente sopra le righe. Briosa e pazzerella al punto giusto questa Supergirl è ideale per una nuova “specie” di supereroina moderna. L’energia che trasmette è contemporanea, fresca e spumeggiante, capace di rilucere oltre ogni critica estetica.
Tossicità e social
Oggi, troppo spesso purtroppo, nell’universo dei cinecomic, le attrici subiscono una pressione enorme sui loro corpi. E l’aumento di commenti negativi è stato collegato a forme di tossicità da parte di alcune frange del fandom. Anche Supergirl è finito nel turbine tossico e controproducente degli haters. La risposta positiva non può che giungere dai fan e dalle testate specializzate. Specialmente queste ultime hanno preso le difese della Alcock, stigmatizzando chiunque utilizzi i social media per sminuire l’aspetto delle donne nel mondo dello spettacolo. Supergirl è l’eroina di cui avevamo bisogno, rappresentando un modello positivo, moderno, di donna supereroina, capace di abbattere gli stereotipi e i pregiudizi.





