Tav e autonomie: tutto nelle mani di Conte

I dossier delle autonomie e del Tav sono nelle mani del Premier Conte. Presto a Palazzo Chigi si terrà un vertice per superare tutte le divergenze. Conte è sicuro che si troverà una mediazione, lo stesso vale per Toninelli. Nel frattempo il Premier incarica il professor Ponti di aggiungere alcune voci all’analisi costi benefici.

(Foto dal web)

Lo strano caso del Premier dietro le quinte, al di la delle caratteristiche più palesi di questo Governo, ad essere sempre più interessante è il ruolo di Giuseppe Conte. Chiamato da DiMaio per essere il suo alter ego a Palazzo Chigi, Conte si sta dimostrando un Premier molto meno difficile da controllare. Costretto a essere un mediatore dall’esuberanza dei suoi vicepremier, pompiere di un incendio che divampa a fasi alterne, ma che non si spegne mai del tutto. Ora tocca a lui trovare la quadra sul Tav e sulle Autonomie. Per quanto riguarda la Torino-Lione, il Presidente ha commissionato un supplemento all’analisi costi benefici. Non è dato sapere cosa prevede questo capitolo aggiuntivo.

“lo scoprirete quando il ministero deciderà di pubblicarlo”

Queste le dichiarazioni di Francesco Ramella, già collaboratore di Ponti e facente parte della “famosa” commissione. Il Ministero in questione è quello delle Infrastrutture presieduto da Danilo Toninelli. Il Ministro si dichiara ottimista sulla Tav:

“Nei prossimi giorni, prossime ore, facciamo un incontro con Conte e i due vicepremier e chiariremo tutto e, nonostante punto di partenza distanti troveremo una soluzione”

L’ottimismo dei Cinque Stelle potrebbe essere la conferma delle voci che danno il Tav come “merce di scambio” tra Lega e il M5S per il voto sul caso Diciotti. Se così fosse, non varrebbe lo stesso per il tema delle autonomie regionali di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Ieri si è tenuto a Palazzo Chigi un incontro tra il premier Conte e i Presidenti delle regioni sul tema del dissesto idrogeologico nell’ambito del “progetto Italia”. Presente il veneto Zaia, il quale ha dichiarato a margine dell’incontro di essere soddisfatto per gli investimenti sul tema dell’ambiente. All’ovvia domanda dei cronisti sul tema delle autonomie, Zaia ha risposto di non essere preoccupato dalle divergenze interne al Governo. “L’importante è che le cose vengano fatte bene”.

Si mostra dunque tutt’altro che impaziente, al contrario si concentra sugli aspetti pratici del progetto. Di tutt’altro avviso appare Salvini, il quale tradisce la sua fretta di approvare il decreto per le autonomie. Il tema è sempre quello, portare a casa il risultato prima delle europee, una prassi casa a tutti gli schieramenti politici, un errore trasversale. In questo caso però sono coinvolte le Regioni, amministrazioni che godono di una indipendenza e un margine di manovra già molto elevato e con cui bisogna trattare. Ogni legge che riguarda le Regioni ha sempre richiesto lunghe consultazioni, ma al governo giallo verde non sembra essere passato questo messaggio.

Sta al Premier Conte ora riportare tutti nell’ambito di un confronto serio su una materia tanto delicata. Il suo compito si dimostra sempre più articolato, fare la sintesi di tutti quei procedimenti governativi che i leader di partito hanno fretta di “portare a casa”.

Se dovessimo trovare una parola che contraddistingue l’operato del Governo il questi mesi, questa parola sarebbe fretta.

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