Il mondo del web mette sotto accusa Taylor Swift: la popstar avrebbe legami con il nazismo e che i fan potrebbero aver inavvertitamente contribuito a propagarlo.
I dati arrivano mentre una piattaforma di intelligenza comportamentale guidata dall’intelligenza artificiale, Gudea, ha recentemente condiviso un rapporto che mostra come ci sia stato un enorme picco di post sui social media, accusando la voce di The Fate Of Ophelia di fare piccoli all’ideologia totalitaria nel suo nuovo album The Life of a Showgirl. Nei post inoltre si sostiene che una delle collane a forma di fulmine della sua linea di merchandising, era stata progettata per assomigliare al simbolo delle SS, incentrata sull’uso fuori contesto della parola “selvaggio” nei testi di una canzone e di altre ancora. Le scoperte di Gudea hanno evidenziato che, tra la data di uscita dell’album 3 ottobre ed il 18 ottobre, sono stati pubblicati oltre 24mila post di questo tipo da oltre 18mila account.
Taylor Swift, Gudea, l’intelligenza artificiale e le accuse di nazismo
Questi account si sono diffusi su quattordici piattaforme di social media e, nonostante costituissero solo il 3,7% degli account, sono riusciti a guidare il 28% di tutte le discussioni online relative a Taylor Swift. Il 6 e 7 ottobre sembra inoltre che il 35% dei post provenisse da bot. Secondo quanto riportato dal Guardian, le false affermazioni avanzate hanno alimentato la teoria del complotto, secondo il quale la popstar stia promuovendo valori tradizionali o conservatori con il suo fidanzamento con Travis Kelce ed abbia presunti legami con la candidatura del movimento MAGA, nonostante la cantante abbia pubblicamente appoggiato Kamala Harris durante le ultime elezioni presidenziali degli Stati Uniti.
Gudea inoltre ha poi sottolineato che l’attacco online contro la Swift dello scorso ottobre è stato lanciato su piattaforme come 4chan e per poi diffondersi, arrivando su X/Twitter, ottenendo maggiore slancio da parte dei fan che hanno criticato questa affermazione inesatta. “Ciò dimostra come una falsità seminata strategicamente possa trasformarsi in un discorso autentico diffuso, rimodellando la percezione pubblica anche quando la maggior parte degli utenti non crede all’affermazione originaria,” ha dichiarato la piattaforma. Anche il fondatore e CEO della stessa Gudea, Keith Presley, ha parlato sulle pagine di Rolling Stone che incitare i fan alla rabbia è “parte dell’obiettivo di questo tipo di narrazioni, per chiunque le promuova. Soprattutto con questi argomenti che buttano benzina sul fuoco, che verranno ricompensati dall’algoritmo. Vedrete gli influencer intervenire per primi, perché questo farà sì che ottengano clic.”
Prima dell’accusa a Taylor Swift, Gudea aveva rilevato l’attacco a Blake Lively
Nonostante Gudea abbia affermato di non essere in grado di identificare i responsabili dell’attacco online contro la voce di Bad Blood i risultati hanno evidenziato una “significativa sovrapposizione di utenti tra gli account che promuovono la narrativa Swift ‘nazista’ e quelli attivi in una campagna separata sull’astroturf che attacca Blake Lively.” Quest’ultimo si riferisce alla reazione negativa affrontata dall’attrice di Gossip Girl ed amica della Swift, in relazione alla causa in corso in cui ha accusato il regista Justin Baldoni di molestie sessuali dopo aver lavorato con lui in It Ends With Us.
La piattaforma ha raccontato che in entrambe le campagne sono stati coinvolti 2.395 account per danneggiare la reputazione delle donne e che i dati “rivelano una rete di amplificazione tra eventi, che influenza in modo sproporzionato molteplici controversie guidate dalle celebrità e inietta disinformazione in conversazioni altrimenti organiche”. Georgia Paul, responsabile del customer success di Gudea, si è chiesta se l’attacco online potesse rappresentare una sorta di test per altre campagne diffamatorie più intense in futuro. Intervistata da Consequence aveva dichiarato: “Potrebbero esserci altri attori nefasti, non residenti negli Stati Uniti, che hanno motivi per vedere, ‘Se riesco a spostare la base di fan per Taylor Swift , un’icona che è questa figura politica, in un certo senso, significa che posso farlo in altri posti?’”





