Pallavolo

Tecniche e tattiche della pallavolo: dagli anni ’90 ad oggi

Arrivati agli anni ’80, le tecniche e le tattiche della pallavolo si sono evolute per essere funzionali allo sviluppo del gioco. Il regolamento è ancora in divenire, e il gioco e lo spettacolo ne traggono vantaggio. Si introducono nuovi ruoli e i colpi di scena sono sempre più frequenti.

Le novità: che aiuti allo sviluppo del gioco!

È il 1988 quando il regolamento introduce il limite massimo di 17 punti al tie-break. Una novità importante che rende ancora più avvincente il finale di partita, che alza l’agonismo e porta all’estremo delle forze i giocatori. Far decidere una partita su un punteggio di soli 8 punti, com’era in precedenza, iniziava a stare stretto per le capacità tecnico-tattiche che questo sport stava sviluppando.
Pochi anni dopo, nel ’92, subentra la regola del primo tocco senza fallo di doppia e nel ’94 quella ogni parte del corpo è valida per colpire la palla. Sono elementi poco tecnici ma nello sviluppo dell’azione sono importantissime per il fluire del gioco: caricano di grinta ed entusiasmo le due componenti di una gara, chi gioca e chi guarda dall’esterno.
È a questo punto che si sente la necessità di introdurre un ruolo che ha nel DNA l’attenzione, la tenacia e la combattività dell’ultimo millimetro. Nasce il libero, un giocatore specializzato nei fondamenti di ricezione e difesa, dotato di precisione, riflessi, velocissima mobilità e la grinta costante.

Tecniche e tattiche della pallavolo come show televisivo

Siamo ormai nel 1997 e la pallavolo ha tutti gli elementi di base per potersi trasformare in un vero e proprio show, da guardare a bocca aperta nei palazzetti o davanti alla tv.
Anche per questo motivo, nel 1990 la FIVB inaugura la prima World League della storia: la pallavolo è considerato uno sport spettacolare. Si inizia ad apprezzare il gesto tecnico pallavolistico, la tecnica del salto e la forza del braccio; gli scontri sotto rete conquistano un gran pubblico e le nazionali partecipanti si dimostrano capaci e competitive. La World League andrà in onda come spettacolo televisivo in Giappone, Canada, Cuba, Italia, Russia, Usa e Brasile conquistandosi un’importante fetta del pubblico sportivo.

Tecniche e tattiche della pallavolo: dagli anni '90 ad oggi
Bartosz Bednorz, schiacciature ricevitore Leo Shoes Modena nella fase di ricezione – Photo Credits: Michele Benda per LegaVolley

Dagli anni ’90 ad oggi: la trasformazione di tecniche e tattiche

Il perfezionamento della tecnica

Andando avanti nella pratica e sviluppandosi nuovi meccanismi dentro il campo, anche il gesto tecnico viene analizzato e studiato per adattarsi e perfezionarsi al gioco.
È in particolare la tecnica di ricezione che si sviluppa e si modifica, per poi, di conseguenza, sviluppare tutte le altre. La tecnica del bagher viene scomposta e adattata ai vari fondamentali, dopo essere stata provata e perfezionata empiricamente sul campo.
Ricordiamo che la modifica della tecnica è sempre studiata e perfezionata in virtù della consapevolezza del gioco. Un giocatore maturo deve riconoscere le situazioni in cui utilizzare quel gesto tecnico, e sta agli allenatori allenare la situazione di gioco adatta.


Comunicare e far capire l’obbiettivo che si ha fa parte del mestiere del tecnico, che però deve essere anche competente nella spiegazione del gesto. Nel caso specifico del bagher, inizialmente si pensa a preservare la frontalità sulla palla, preferendo uno spostamento rapido con gli arti inferiori e salvaguardare il bagher frontale, coperto dal busto. Con l’introduzione della battuta float e della salto-spin invece, si sviluppa una nuova tecnica di bagher. È il bagher laterale che prevede l’ampliamento del volume del proprio corpo per riuscire a coprire più zone del campo in meno tempo. È una tecnica delicata, che deve preservare il piano di rimbalzo al di fuori delle proprie spalle mantenendo costante il bersaglio del proprio gesto.

I progressi sul bagher di ricezione

Le gambe largamente divaricate degli anni ’80 si stringono ma sono ancora leggermente più ampie della larghezze delle spalle e nell’attesa della battuta i piedi sono ancora pari. Sono i primi passi di maturazione della ricezione, dove oggi si predilige essere leggermente in movimento, pronto all’accosciata laterale o allo spostamento lungo o corto.
Oggi la ricezione si è accorciata nella lunghezza del campo. Viene effettuata corta sui 5 metri circa per la graduale diffusione della tecnica di palleggio anche nella fase di ricezione.
All’evoluzione di un fondamentale come la battuta, ovviamente si è sviluppato e perfezionato anche il fondamentale per risolverlo. Alla luce di qualche problema tecnico sono le informazioni immagazzinate, l’energia, i riflessi, i gesti che ci consentono di riuscire nel gioco. Sommiamo queste situazioni di campo e carichiamole di consapevolezza e avverrà il progresso, ciò che ci fa trasformare il gesto per trovare la soluzione tecnica.

Tecniche e tattiche della pallavolo: dagli anni '90 ad oggi
Alessia Orro, palleggiatrice UYB – Photo Credits: UYBA Official Site

Le evoluzioni tattiche della pallavolo

Il perfezionamento della tecnica generale ha portato ad un nuovo modo di stare in campo e di interpretare l’area di gioco. È nata una divisione del lavoro nei vari ruoli che confluisce in un lavoro globale, dove lo scopo è risolvere insieme i problemi del campo. Ed è in questa fase in cui si colgono i frutti del processo di complessificazione tecnica, in cui tutti partecipano alla stessa azione.
Con l’evoluzione delle tecniche, come abbiamo già visto, anche la produzione di gioco ne trae profitto. Il ruolo dell’alzatole è cresciuto diametralmente alla maturazione tattica dello sport e questo consente lo sviluppo di un nuovo tipo di gioco

La diversificazione degli attacchi

Il tempo e le regole hanno portato due miglioramenti importanti per le tecniche e le tattiche della pallavolo. Stiamo parlando dell’utilizzo della lunghezza di tutta la rete e la gestione dello spazio del campo.


La costruzione dell’attacco, a totale discrezione dell’alzatore, può variare per diversificazione dei tempi, delle zone e delle combinazioni. Più la tattica si evolve, più si è in grado di utilizzare come punto di attacco la totale lunghezza della rete con tempismi diversi. Avevamo detto che i giapponesi avevano già introdotto il gioco veloce a metà degli anni ’60, ma adesso ci si diverte molto di più.
Il gioco veloce avviene prevalentemente con i centrali, un ruolo mobile che varia i propri attacchi lungo tutta la rete, con tempismi sempre diversi. Ma ovviamente chiunque può “giocare veloce”: oggi le grandi squadra giocano un gioco rapido con palloni molto spinti che viaggiano per le ali. Non saranno veloci quanto i primi tempi, ma più il gioco è rapido, più sarà difficile contrastarlo per gli avversari.
Qualsiasi attaccante può attaccare una palla più o meno veloce: si potrebbe decidere di combinare qualche schema con i propri compagni ed essere più efficaci in attacco. Le combinazioni sono utilissime per far “saltare il muro” e lasciare l’attaccante libero di schiacciare dove meglio preferisce.

La disposizione nel campo e le nuove tecniche

Ogni combinazione e scelta tattica offensiva e difensiva cambiano il modo di fare copertura o la disposizione nella fase di muro-difesa.
I fondamentali di rigiocata si sono perfezionati e hanno ampliato il proprio ventaglio di scelte tecniche. In queste fasi il concetto da preservare è quello che “più spazio si riesce a coprire, meno ne avrà la palla per cadere” ed è un concetto condiviso dai 6 giocatori che occupano il campo. Accordati e disposti in campo, durante queste fasi ci sono degli accorgimenti generali che una squadra tiene presente: solitamente il libero sostituisce il centrale e difende la zona 5, o il posto 6 è più lungo rispetto agli altri. Sono tutte scelte tattiche che cambiano da una squadra all’altra, ma che hanno delle posizioni base come concetto da seguire: ogni zona del campo deve avere un proprietario.

Ci sono poi gesti tecnici che risolvono problemi, fanno uscire dalla difficoltà. Sono gesti istintivi, di lettura, che salvano una situazione e dimostrano voglia di giocare e di sacrificarsi: sono il tuffo e la rullata. Entrati nell’immaginario collettivo della tecnica pallavolistica, sono quei test che rianimano un set, rinvigoriscono il morale e appassionano gli spettatori. Sono l’ultima spiaggia per quel punto che sta per cadere, ma che la tenacia e la grinta ci fanno recuperare.

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