Ted Bundy: il fascino del Male

Sono passati più di trent’anni dall’esecuzione del più ‘’famoso’’ serial killer americano. Ted Bundy, giunto alla notorietà verso la fine degli anni ’70 negli USA. Non solo per le accuse di omicidio plurimo nei confronti di più di 20 ragazze ma anche per il suo aspetto avvenente.Il pubblico che assistette ai suoi processi fra il 1977 e il 1978 era costituito soprattutto da giovani studentesse universitarie. Stesse tipologie di vittime scelte dal killer. Un uomo apparentemente normale, laureato in psicologia e vicino al momento della cattura, al conseguimento del secondo titolo accademico in Legge. I suoi delitti si attuarono negli USA, concentrati verso l’entroterra della West Coast.

Il ”mito” del killer

Nel film ”Ted Bundy Fascino Criminale”, Zac Efron rende efficace un’interpretazione storica di questo personaggio, rimasto un ‘’mito’’ nell’immaginario collettivo. Ciò è piuttosto inusuale per un omicida completamente privo di empatia e di sentimenti verso il prossimo. Bundy infatti oltre ad essere il tipico ‘’ragazzo della porta accanto’’ era un ragazzo affascinante e brillante a livello scolastico. Ciò andava contro ogni tipo di stereotipo, non si era mai visto un omicida che non fosse ‘’limitato cognitivamente’’, ‘’capace solamente di compiere lavori saltuari’’ e soprattutto ‘’dall’aspetto poco raccomandabile’’. Infatti proprio per via di tali motivazioni ottenne molto popolarità attraverso i media, dato che fino a quegli anni in America non si era mai visto niente del genere.

Chi è veramente Ted Bundy

Oltre a questo, come perviene dai colloqui psichiatrici avvenuti dopo la sua prima cattura nel 1975 nell’Utah, emerse un profilo psicologico relativo ad un individuo violento, capace di uccidere, narcisista e con totale assenza di rimorso.Tali valutazioni furono funzionali anche scientificamente. Infatti, psicologia e sociologia vennero applicate alla tecnica investigativa a partire dagli anni ’80, con ottimi risultati. Il serial killer fu esempio di come esistessero individui che non avevano vincoli morali. Bundy muore sulla sedia elettrica nel Gennaio del 1989.  Il suo avvocato difensore, che lo conobbe durante il processo in Florida nel 1978 affermò nel corso del processo: “Non è altro che l’incarnazione del male’’.

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Giulio Romano Carlo ( Roma, 28 Aprile 1999) appassionato di letteratura, filosofia e politica fin da bambino, inizia a scrivere all'età di 12 anni. Oltre a Metropolitan Magazine Italia è redattore di altre testate di caratura politica dove cura rubriche di economia, storia e filosofia politica. Ha frequentato il liceo scientifico, ed è tutt'ora studente di Scienze dell'Amministrazione. Già autore del romanzo "Fight Combatti il tuo Destino"(Il Filo Editore, 2019) e dell'antologia di racconti metaforici e d'interpretazione filosofica "Storie di Metafantasia"(Progetto Cultura Editore, 2019).