Cinque giorni dopo il doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, una nuova scossa ha di nuovo allarmato la popolazione. Nelle ultime ore sono state registrate più di 400 scosse di assestamento, per questo restano in vigore varie misure preventive, come il divieto di usare gli ascensori e la sospensione della fornitura di gas naturale in alcune zone, soprattutto a Caracas, la capitale.

Mentre le operazioni di ricerca dei sopravvissuti proseguivano questa domenica, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha esortato a mantenere i soccorsi e ha annunciato un piano di assistenza per le persone che hanno perso la loro abitazione a causa dei numerosi crolli. Squadre di soccorso venezuelane e internazionali continuano a lavorare soprattutto tra le macerie degli edifici nello Stato costiero di La Guaira, nel nord del Paese e confinante con Caracas. Questa regione è stata la più colpita dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 registrati mercoledì scorso ed è diventata il principale centro operativo delle squadre di emergenza.

Nel corso della giornata, diversi governi hanno aggiornato il bilancio dei loro cittadini deceduti. Tra le vittime si contano 17 spagnoli, sette portoghesi, 46 lusodiscendenti, otto dei quali minorenni, e tre cileni. Per quanto riguarda i dispersi, le autorità consolari riportano 150 spagnoli e 83 portoghesi e lusodiscendenti di cui non si conosce ancora la sorte.

Le autorità venezuelane hanno segnalato almeno 3.150 persone ferite, una cifra inferiore alle 3.238 riportate sabato, senza fornire spiegazioni sulla differenza. Inoltre, hanno indicato che 12.721 famiglie sono state colpite e che 33 persone sono state tratte in salvo vive, senza però precisare in quale periodo sono avvenuti questi soccorsi.