Il tessile italiano nel 2025 ha chiuso l’anno con un calo del 3,1%, a 6,8 miliardi di fatturato. Si tratta di un rallentamento più marcato rispetto alla previsione di inizio anno (-1,5%), ma mostra un trend in miglioramento rispetto al 2024. Lo rivelano i dati dell’ufficio studi economici e statistici di Confindustria Moda, secondo cui le esportazioni frenano del 2,3% a 3,7 miliardi di euro e il valore della produzione registra una flessione del 3,2% a poco più di 5,1 miliardi di euro.

Tessile italiano 2025 in calo a 6,8 miliardi di fatturato (3,1%)

I dati di settore raccontano anche che l’inizio del 2026 ha registrato dei dati negativi. Infatti, nei primi 3 mesi dell’anno, l’indice Istat della produzione industriale è in calo dell’1,3%. Registrata una diminuzione anche per quanto riguarda le esportazioni complessive, che passano al 3,4% a 729 milioni di euro. Forniti anche i dati sulle esportazioni, che confermano Francia e Germania come i principali mercati di sbocco, mentre la Cina sale al terzo posto (registrando un +7,8%).

In ogni caso, dallo studio emerge che, nonostante l’andamento negativo, la tessitura italiana può confermare il suo peso all’interno del tessile-abbigliamento nazionale. Si tratta, infatti, di un settore che può comunque generare l’11,6% del fatturato complessivo. E non solo: anche la bilancia rimane in attivo, nonostante il calo a 1,8 miliardi di euro, che segna una riduzione di circa 121 milioni rispetto al 2024.

Marianna Soru