The Fall of Gondolin, il nuovo libro di Tolkien

Ho un’abitudine che a molti dei miei amici appare un tantino folle. Essendo avida e mai sazia di storie e magia, nella mia testa faccio coincidere i suddetti con i personaggi dei miei libri preferiti. Lo ammetto, talvolta persino arrabbiandomi quando i loro comportamenti non coincidono con quelli che mi aspetterei dal personaggio in questione. Sì, probabilmente sono pazza, ma ragazzi quanto ci si diverte di più con Ron Weasly o Roland di Gilead. Magari qualcuno di voi può capirmi, e per quelli che non ci riescono non importa, non sono qui per parlarvi delle mie piccole follie. Questa era semplicemente un’introduzione (non) necessaria per arrivare a quello che dovrebbe essere il punto della questione da trattare nelle prossime righe. The Fall of Gondolin. “Cosa?” direte voi.

Una delle splendide illustrazioni di Alan Lee per Lo Hobbit (foto dal web)

Andiamo con ordine. La domanda da porsi prima di procedere con la lettura è questa: quale tra gli scrittori fantasy ha creato un universo così complesso e affascinante da dominare il cuore di milioni di lettori di generazioni diverse? Per trovarlo, ghermirlo e nel buio incatenarlo?

Perdonate la facezia. Si tratta di John Ronald Reuel Tolkien naturalmente. Tolkien, creatore di mondi che purtroppo è venuto a mancarci in questo quarantacinque anni fa. Se fossi già nata avrei pianto amare lacrime, sicura che non avrei potuto più leggere qualcosa di nuovo del bardo della Terra di Mezzo. Cosa che comunque ho fatto quando mio padre mi comunicò il fattaccio, quando avevo dieci anni e avevo appena finito Lo Hobbit.

John Ronald Reuel Tolkien e la magia che scaturisce dalle sue dita (foto dal web)

Ma asciughiamoci le lacrime, eredi di Isildur, perché quest’anno ha portato noi liete novelle. Dopo l’annuncio da parte di Amazon, della messa in cantiere di una nuova serie TV de Il Signore degli Anelli, è HarperCollins a mandarci in deliquio. Come riportato dal The Guardian infatti, HarperCollins ha dato alle stampe The Fall of Gondolin, scritto mai terminato ma ripreso ora e curato da uno dei figli dello scrittore, Christopher.

Per quanto si sa la storia è stata sviluppata agli albori della carriera di Tolkien ma mai portata a termine. Venne scritta durante il periodo di degenza dell’autore in ospedale in seguito alle ferite riportate nella Battaglia della Somme, nel 1916.

L’incontro dei nani con il principe degli Orchi in Lo Hobbit secondo Lee (foto dal web)

Il volume, a quanto sembra, è una sorta di primo approccio all’epica e alla filosofia tolkeniana: un eroe riluttante costretto a confrontarsi con qualcosa apparentemente più grande di lui, compiendo gesta in cui dimostrerà a se stesso e al mondo la portata del proprio valore. Credo che vi ricordi qualcuno no? Anzi, probabilmente più di qualcuno.

In The Fall of Gondolin si narreranno le vicende dei Noldor, uno dei tre popoli degli Elfi partiti da Cuiviénen per il “Grande Viaggio” verso il continente di Aman. Essi dovranno scontrarsi con uno dei classici baddies tolkeniani: Morgoth (Avversario), uno dei Valar più potenti finito per decadere, proprio per aver volto la sua attenzione e il suo impegno nel male e nella distruzione. Al fianco dei Noldor, per quanto si sappia, ci sarà anche Ulmo, Signore delle acque e unico tra i Valar a opporsi al potere dell’oscuro che avanza. Quest’ultimo guiderà Tuor – cugino di Turin Turambar – a Gondolin, dove riuscirà a sposare Idril, figlia di Re Turgon.

Il mondo creato da Tolkien rimane, dopo tutti questi anni, uno dei più complessi e completi del fantasy mondiale (foto dal web)

Ma “al male fu permesso di perdurare” e l’occhio di Morgoth non è meno acuto di quello di Sauron. Gondolin verrà scoperta, e rasa al suolo (smette di lamentarvi dello spoiler: non si può trattare di spoiler quando tali vicende già ci sono ben note).

Per quanto si sappia il romanzo, nella versione inglese, dovrebbe contare 304 pagine, impreziosite dalle illustrazioni di Alan Lee, il leggendario illustratore che ha già dato vita a Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. La data di uscita americana è stata fissata per il 30 agosto 2018, mentre di quella italiana ancora non si sa nulla. Non importa, piccoli Hobbit… Se Aragorn è riuscito ad aspettare quasi un centinaio di anni prima di ottenere di trono di Gondor e sistemarsi con la Stella del Vespro, noi possiamo attendere ancora qualche mese per leggere della distruzione di Gondolin. Altrimenti non saremo degni del suo retaggio. E non lo siamo.

Gaia “Ellie on the Rocks” Cocchi

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