The Haunting Of Bly Manor: ed è ancora poesia

Quando ti imbatti in un’opera d’arte come The Haunting Of Bly Manor, ti ritrovi inevitabilmente a dover riordinare i tuoi pensieri e a cercare di orientarti nel caos emotivo che ha provocato nella tua anima.

Questo alla fine è il compito di un’opera d’arte: smuoverti ad un livello così intimo che ti ritrovi a chiederti come sia possibile una cosa del genere, farti riflettere e viaggiare con la mente, sconvolgerti a livello emotivo, e niente è in grado di farlo meglio di una storia scritta con maestria.

the haunting of bly manor
fonte foto: dal web

The Haunting Of Bly Manor è tutto questo e molto di più.

Ma prima di addentrarci nel profondo di questo nuovo gioiello targato Mike Flanagan, vorrei fare alcuni disclaimer:

  • Personalmente reputo The Haunting Of Hill House un capolavoro difficilmente eguagliabile nel panorama delle serie tv, soprattutto se si parla di horror, ma se state cercando una copia dello stesso tipo, non la troverete a Bly Manor. Questa nuova storia è completamente diversa, in genere ed intenzioni, ma anche profondamente uguale nella resa: se siete alla ricerca un prodotto che vi spaventi solamente, dovrete guardare altrove.
  • The Haunting Of Bly Manor è una storia molto introspettiva, che scava a fondo nell’animo umano, e che a tratti può anche risultare lenta, ma che va vista e apprezzata nella sua perfetta interezza. Quindi non demoralizzatevi, arrivate fino alla fine e vedrete che non ve ne pentirete. Io cercherò di non mettere spoiler, ma data l’unitarietà della storia e delle sue sfaccettature, dovrò per forza di cose fare riferimento al finale. Vi consiglio quindi di vedere la serie fino alla fine prima di leggere l’intero articolo.

Ora che abbiamo messo in chiaro queste cose, possiamo finalmente addentrarci in questa nuova meraviglia che Netflix ci ha regalato.

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The Haunting Of Bly Manor, la trama: meno ghost ma più story

Tutti abbiamo amato quel perfetto connubio tra horror ed emotività che è stato The Haunting Of Hill House, ed eravamo pronti a farci spaventare nuovamente da questo secondo capitolo.

Così però non è stato, ed in molti ci sono rimasti un po’ male a riguardo: possiamo dire con assoluta certezza che The Haunting Of Bly Manor non appartiene assolutamente al genere horror, ma si sposta inevitabilmente verso un mistery dal sapore molto drammatico, arricchito dall’aspetto soprannaturale dei fantasmi.

Il fatto è che, anche in questo caso, ne esce un racconto magnifico: una splendida favola dark, in grado di devastarti emotivamente, di lasciarti rannicchiata in un angolo con le gambe al petto a disperarti, ma cosparsa da un velo di luminosa speranza che continua a splendere dentro di te anche a distanza di ore e giorni.

Questa volta ci troviamo in un maniero diverso, nell’Inghilterra di fine anni ’80, e seguiamo la storia di una nuova protagonista: Dani Clayton (altri non è che la nostra adorata Nell dalla serie precedente).

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Dani è una ragazza americana, in fuga dalla propria vita e da un trauma decisamente consistente, che si ritrova a fare da istruttrice per due ragazzini particolarmente inquietanti, all’interno di un edificio piuttosto antico e che non promette niente di buono.

Da qui la trama si sviluppa in maniera capillare, introducendo personaggi ai quali non puoi fare a meno di affezionarti, altri che finirai inevitabilmente per odiare, tutti profondamente umani e con i quali ti ritroverai in qualche modo a connetterti emotivamente.

The Haunting Of Bly Manor è una storia che scava a fondo nell’animo umano, fatta di traumi, tradimenti, disperazione, ma anche tanto amore.

Sebbene all’inizio sembra faccia un po’ fatica a partire, come il suo predecessore finisce per concludere il racconto nella maniera più poetica e struggente possibile.

Per scoprirlo dovrete guardarlo fino all’ultimo minuto, e poi raggiungermi nell’angoletto della disperazione.

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Mike Flanagan, per favore insegna a scrivere anche a me

Ciò che rende perfetto The Haunting Of Bly Manor, come tra l’altro The Haunting Of Hill House, secondo il mio modesto parere è proprio l’inconfondibile impronta nel raccontare una storia, lasciata dal suo creatore, Mike Flanagan.

Come per Hill House, non è tanto la storia in sé ad essere meravigliosa, quanto la capacità di straziarti emotivamente, andando sempre più a fondo nelle paure e nelle speranze dell’essere umano.

Anche in questo caso, la storia è un cerchio impeccabile, che parte da un punto per ritornare poeticamente alla fine, esattamente da dove tutto era iniziato, ma con una consapevolezza del tutto nuova, attraverso un viaggio nei meandri più profondi della nostra anima, che vediamo rispecchiata nei personaggi del racconto.

The Haunting Of Bly Manor ci guida attraverso gli orrori non tanto di una casa stregata, ma dell’animo e della natura umana stessa, e lo fa con parole così delicate e profonde che in qualche modo ti si imprimono nell’anima, rimanendo con te per sempre.

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Questa è la vera forza di una serie scritta con tanta maestria: si parla di un amore così forte da andare oltre la morte, si parla di traumi, ossessioni, tormenti, tradimenti e rimpianti, di storie mai vissute ed altre che sai già finiranno per scomparire, e lo fa in un modo così meravigliosamente intimo e devastante, che una volta concluso non saprai mai se riuscirai a riprenderti del tutto.

Io personalmente non mi sono ancora nemmeno ripresa da The Haunting Of Hill House, e considerando che The Haunting Of Bly Manor, dopo un’attenta riflessione, ha una carica emotiva forse anche maggiore, qui siamo di fronte ad un grosso problema.

Questo è ciò che fanno i grandi racconti alla fine: gettarti in un turbinio di emozioni gigantesche, per poi risputarti fuori con la consapevolezza che alla fine stavi guardando soprattutto dentro te stesso.

Anche questa volta non possiamo che fare un applauso a Mike Flanagan, per averci dimostrato nuovamente cosa significa saper dare vita ad una storia attraverso le parole e le immagini.

Perché si, già mi sto dilungando troppo, ma una nota di merito va fatta anche a tutto il comparto scenografico, fotografico e soprattutto musicale, perché sono riusciti a rifinire in maniera impeccabile una storia incredibile, rendendola vibrante, vera e ancora più intensa di quanto già non fosse.

Dani e Flora
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Non una storia di fantasmi, ma una storia d’amore

Eh già, perché alla fine The Haunting Of Bly Manor si può racchiudere in questa frase.

Ci troviamo si fronte ad una storia che non parla effettivamente di fantasmi, ma di come l’amore, nelle sue più diverse sfaccettature, sia in grado di crearne.

Tante storie d’amore diverse, tutte ugualmente tragiche, e tutte in grado di portarci a riflettere su qualcosa.

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Abbiamo la storia mai vissuta tra Hanna e Owen, che non hanno avuto la possibilità di costruire nonostante un sentimento più forte della morte; abbiamo la storia fatta di ossessione e possessività di Peter (che noi tutti conosciamo come Luke della serie precedente) e Rebecca; abbiamo il tradimento e la vendetta dello spirito che ha maledetto l’intero maniero, interpretato da una fantastica Theo (we love you Theo); abbiamo la storia di una famiglia distrutta che cerca di aggrapparsi ad una nuova realtà; e poi abbiamo quella storia d’amore che, nonostante sia destinata a finire, vale la pena di essere vissuta a pieno, “un giorno alla volta”.

Il fulcro ed il cuore pulsante di The Haunting Of Bly Manor è infatti una storia d’amore, ma non una storia d’amore qualsiasi, una di quelle che ti dilaniano dentro per la loro struggente perfezione e inevitabile tragicità.

Il nostro autore ci prende per mano, portandoci alla scoperta di un amore così intenso da sconvolgerti la vita, e lo fa attraverso gli occhi, le emozioni e le sensazioni di due ragazze: Dani l’istruttrice e Jamie la giardiniera.

Dani e Jamie
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Mettiamo da parte per il momento il trionfo di una storia LGBTQ+, perché ci vorrebbe un intero articolo per spiegare quanto The Haunting Of Bly Manor sia stato esemplare nel raccontare una meravigliosa storia tra due ragazze, senza cadere nei soliti stereotipi, senza ridurla ad una semplice denuncia, ma dipingendo un rapporto sano, delicato e basato su di un sentimento ed un supporto reciproco da farti stringere il cuore.

If you can’t feel anything, then I’ll feel everything for the both of us

Una tematica a cui tra l’altro il creatore aveva già reso giustizia nella serie precedente (l’ho già detto we love you Theo?).

Ci troviamo di fronte al racconto di un amore come pochi se ne vedono in giro, tanto meno nella realtà, e che tutti quanti vorremmo vivere almeno una volta, anche a costo della sua tragica caducità.

Quel tipo di sentimento del quale ti accorgi da un primo, timido tocco, dettato da una necessità incontrollabile, capendo subito, almeno nel tuo inconscio, di essere di fronte a qualcosa che capita una sola volta nella vita.

Quel tipo di sentimento che la persona al tuo fianco irradia costantemente, facendoti sentire così al sicuro da riuscire finalmente a dormire un sonno sereno, come non facevi da tanto tempo, e magari senza capire inizialmente perché.

Quel tipo di sentimento fatto di supporto incondizionato, qualsiasi siano le difficoltà della vita, che possa essere una malattia o il fantasma di una donna pronta a farti svanire nel nulla da un momento all’altro.

Un sentimento che non vuole nulla in cambio, ma che ringraziamo di poter vivere fino a quando sarà possibile.

Dani e Jamie
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L’autore ci racconta in modo sublime quanto sia immenso il valore di questo rapporto, soprattutto grazie alla certezza che da un momento all’altro potrà scomparire.

Non importa quanto sarà opprimente ed insopportabile il dolore alla fine: come un prezioso bocciolo di luna, varrà sempre la pena coltivare questo sentimento, curarlo con ogni premura e viverlo il più intensamente possibile, “un giorno alla volta”.

The Haunting Of Bly Manor ci racconta questa storia nella maniera più devastante e (non smetterò mai di ripeterlo) poetica possibile, partendo in punta di piedi, costruendola passo passo, quasi sullo sfondo, portandoci a scoprire i lati più teneri e delicati della storia tra Dani e Jamie, per poi investirci in pieno con un vortice di emozioni strazianti alla fine.

Lo fa attraverso parole di una profondità incredibile e di una bellezza senza eguali, attraverso frasi che potresti rimanere ad ascoltare per ore e che finiscono per farti guardare anche troppo dentro di te.

To truly love another person is to accept that the work of loving them is worth the pain of losing them.

E nonostante tutto, nonostante l’inevitabile tragedia e la disperazione che ne consegue, con una scrittura magistrale riesce a chiudere il cerchio in maniera impeccabile, lasciandoci emotivamente distrutti, ma con quel velo di speranza e consapevolezza che rimarranno artigliati al tuo stomaco per molto, molto tempo.

Piccola nota al margine: The Last Of Us mi dispiace, ma non sei tu ad avere la power couple femminile migliore, The Haunting Of Bly Manor con Dani e Jamie ha raggiunto la perfezione.

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The Haunting Of Bly Manor: considerazioni finali

Nel complesso quindi, per concludere questo poema, The Haunting Of Bly Manor ha tutto ciò che ci si aspettava dal successore di The Haunting Of Hill House, ma con qualche spavento in meno.

Ritroviamo l’inconfondibile stile di scrittura e narrazione che rende i prodotti della serie The Haunting delle opere d’arte, in grado di distruggerti emotivamente e lasciare un segno indelebile nel tuo spirito.

Ritroviamo quella tecnica narrativa incredibile, capace di creare una storia che si chiude perfettamente e tragicamente su sé stessa, lasciandoti un disturbante senso di soddisfazione che non riuscirai a trovare da nessun’altra parte.

Ritroviamo anche delle facce piacevolmente conosciute, unite a volti nuovi, che danno vita a personaggi ai quali non potrai fare a meno di affezionarti.

Forse The Haunting Of Hill House aveva dei personaggi più incisivi e affascinanti, ma quelli di The Haunting Of Bly Manor si adattano perfettamente alla storia che devono raccontare.

Insomma, per concludere, il consiglio è solo uno: fatevi un gigantesco regalo e andate a guardarvi The Haunting Of Bly Manor. Fatelo tutto d’un fiato e non ve ne pentirete, perché tutti dovrebbero essere testimoni di come si scrive una storia, e di cosa significhi veramente trasmettere emozioni.

Antea Ruggero

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