“Tu dovresti stare su quel palco, non qui in cucina”. È la New York degli anni ’20, dove negli scantinati annebbiati di fumo, o nei cabaret all’ultimo grido tra le locandine patinate, si suona il vero Jazz. Le signore impellicciate e i gangster della malavita in gessato e cappello, ci raccontano il mondo delle commedie musicali. L’impresa è faraonica: fare il primo musical italiano cantato e recitato interamente in lingua inglese. “The Land of Dreams”, al cinema dal 10 novembre: siamo pronti a dire ‘Wow‘? Molto di più di una storia in musica, un film che parla d’amore e di un sogno come non si era mai visto prima.

La sfida di un musical agli italiani

“The Land of Dreams”, trailer italiano YouTube

Nicola Abbatangelo, 34enne, è il regista che nella lontana Bulgaria ha girato “The Land of Dreams“, con Lotus Production, società Leone Film Group, e Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution. La sceneggiatura è scritta insieme a Davide Orsini. Nei ruggenti anni newyorkesi del primo Dopoguerra, si sopravvive di sogni. Saranno state le scarpe di Fred Astaire che ballavano il tip tap, o le voci melense e malinconiche dei piano bar a ubriacare l’estro di Eva (Caterina Shulha): un’immigrata italiana che lavora come lavapiatti nel ristorante Choo Choo Train, gestito da Stefano Fresi. Dove però, ha il desiderio di un riscatto, cantando sul palco del locale. Una notte si rifugia in una casa che pensava abbandonata, e la sua vita cambia perché incontra Armie (George Blagden): pianista dotato di puro talento e creatività, e reduce della Grande Guerra. Lui ha il dono speciale di rendere reali i sogni..

Eva è corteggiata da un importante boss mafioso Clemente (Edoardo Pesce), italoamericano avido e spietato che vuole diventare sindaco: “Devo capire cosa vuole la ragazza, cosa vuole davvero. Diventerò l’unica persona al mondo che può dargliela”. Ma finisce per innamorarsi di Armie, che vive recluso in casa, insieme al fratello. Lui le farà scoprire realtà e sogno uniti insieme, la chiave della felicità. I costumi d’epoca, anche un po’ kitsch, le sontuose ambientazioni, tutto appare allo spettatore come la favola che non bada a spese. Un imponente sforzo produttivo e di budget (6 milioni di euro) che ha coinvolto i produttori. Una pellicola che sfida “Moulin Rouge” o “Titanic“, e ancora “Les Miserables”. “La mia famiglia ha un’agenzia di spettacolo che organizza eventi teatrali e musicali. Amo da sempre la commistione di generi, unire musica, storia e fotografia” – dice Abbatangelo spiegando le sue ispirazioni di regista in conferenza stampa.

Sognare è una cosa seria

La musica di Fabrizio Mancinelli, è fatta di canzoni originali, inediti tra il pop e il fantasy. “La parte ‘cantata’ emerge in modo talmente naturale da sembrare quasi ovvia durante la visione del film. Non una serie di stacchetti musicali, ma una progressione spontanea delle emozioni”, spiega il regista. Che aggiunge com’è nato “The Land of Dreams“: “Il mio primo cortometraggio, “Beauty”, l’ha visto il produttore Marco Belardi, e mi ha proposto di provare a fare allo stesso modo un film”. Stefano Fresi, Marina Rocco, Carla Signoris, Paolo Calabresi, Edoardo Pesce sono nel cast del film, girato in inglese solo perché la storia lo richiedeva. “The Land of Dreams, ha nelle corde un cinema di intrattenimento bello e di qualità – dice il presidente di Rai Cinema Paolo Del Brocco“È giusto investire anche su registi fuori dal coro come Abbatangelo, capaci di realizzare una storia internazionale”.

Il genere del musical, per il cineasta Abbatangelo, “non ha attecchito in Italia perché non siamo stati in grado di adattare l’opera al popolo come invece si è fatto in altri Paesi.. ‘The Land of Dreams’ si avvicina al pubblico sia per la musica e sia per i temi perché parla di sogni, e questi ci riguardano tutti“. E racconta di se: “Io sono cresciuto amando la magia del cinema, attraverso le videocassette che noleggiava mia madre, spesso film di Spielberg. Spero esistano anche oggi bambini che dicano ‘wow’ di fronte a quel tipo di emozioni”. Allo stesso modo Armie parla d’amore alla sua amata, tra un’orchestra che parte e la musica che invade il quotidiano: “I sogni sono le immagini più potenti che la mente possa creare, io ti ci porto solo dentro“.

Federica De Candia Seguici su Google News