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The Last of Us Parte 1 Recensione: che barba, che noia

The Last of Us Parte 1 Recensione in breve | Così adesso tocca a me, eh? Mi dovrei mettere a raccontare le mie esperienze con il titolo uscito su PS3, poi su PS4, e ora su PS5 in una versione riveduta e corretta, esteticamente, ma non nella sostanza? O è meglio concentrarmi sui tecnicismi, sul feticismo della texture, sull’occhio della madre?

The Last of Us Parte 1: la recensione del videogame

THE LAST OF US PARTE 1 RECENSIONE

Vi dovrei magari spiegare con un filo di accensa perchè ritengo inutili sia i comportamenti iper permissivi, lassisti, sfociati in recensioni di The Last of Us Part 1 al limite della propaganda religiosa, sia i commenti iper critici; quelli che un fondo di verità lo rivendicano sempre, e magari lo hanno anche. Ma il cui unico effetto è aprire le gabbie dei troll che The Last of Us non lo hanno mai nemmeno giocato, probabilmente. Perchè se gridi “al lupo” in un pollaio, sai che le galline non si metteranno certo in fila, ordinate e pronte a uscire una alla volta.

E allora via di “è troppo costoso, è inutile, è lo stesso gioco di sempre, giornalai venduti” e via dicendo. Che barba, che noia. Invece, The Last of Us Part 1 è semplicemente quel che voleva essere, e quel che i fan, tanti, desideravano: The Last of Us, ma meglio. Arretrato quanto vuoi rispetto al suo successore (ma vah), con messaggi politici/sociali 9 anni in ritardo (ari-ma vah) e con una struttura ludico-narrativa ancorata all’alternanza gioco-cutscene-gioco ecc.. Ma, anche, oggi come allora e come sempre dotato di quella carica magnetica che i cosiddetti “capolavori”, di qualsiasi media, portano con sè anche quando diventano “vecchi”. L’unica differenza rispetto al cinema, per esempio, è che se cambi le texture a Via col Vento ti tirano addosso un proiettore. Mentre se migliori The Last of Us pare che, al massimo, ti becchi una polemichetta sui social. 

THE LAST OF US PARTE 1 RECENSIONE | TESTATO SU PS5 

(Prossimamente disponibile su PC)

VOTO all’operazione di Remake: 8.9

+Il modo migliore di giocare a The Last of Us disponibile al momento
+I miglioramenti sono evidentissimi
+I feels restano invariati, a volte sono potenziati dalla nuova resa grafica

-Il modo più costoso di giocare a The Last of Us disponibile al momento
-Dopo aver giocato TLOU II può risultare legnoso e ludicamente datato

THE LAST OF US PARTE 1 RECENSIONE

The Last of Us Parte 1 Recensione, ultimo, ma non “ultimo”

The Last of Us Part 1, diciamocela tutta, non aveva nemmeno bisogno di una recensione. O meglio, non del tipo di recensione che in più occasioni gli è stata riservata dalla stampa internazionale. Ripetere per l’ennesima volta che The Last of Us è un pilastro dell’industria videoludica; che The Last of Us è un punto di congiunzione importantissimo tra cinema e videogioco, tanto da consigliarlo come “primo gioco” a un adulto che per varie ragioni non avesse mai apprezzato il media. Reiterare che The Last of Us è importante a livello emozionale, sociale, politico a volte, scrivere che pur essendo lui stesso stato ispirato da varie opere precedenti ha di certo a sua volta fornito spunti, riflessioni, idee

Ecco, trovo siano tutti assunti verissimi.Vvalidi come lo sono stati per tutti gli anni che hanno separato The Last of Us da The last of Us parte 2. E, ora, da questo parte 1. Solo che a dirli così ad alta voce, in così tante persone, tutti nello stesso momento, ha fatto saltare il grillo a qualcuno. Qualcuno che poi, giustamente, ha cercato di ricordare che nessuno vuole sminuire la forza espressiva di fondo di un prodotto multimediale di qualità come The last of Us. Però in 9 anni ne sono passate di situazioni sotto agli occhi dei videogiocatori. La socialità si è evoluta, le persone sono cambiate. E una frase che 9 anni fa sembrava scandalosa, oggi rischia di fare lo stesso effetto di una caviglia scoperta in pubblico. 

Così, Joel e la sua durezza, il suo essere paterno in stile nonno di Heidi “tsundere” non solo non è più (e forse non lo era troppo nemmeno all’epoca) un unicum. Ma in più, per alcuni è quasi diventato fastidioso, dopo la lezione di umanità più fragile che ci ha impartito The Last of Us Parte 2. Ed è un solo esempio di molti che si potrebbero fare, NON, lo ripeto, per sminuire The Last of Us Parte 1. Bensì, per inquadrarlo al meglio nel posto che meglio gli si confà. E non rischiare di osannarlo per ciò che non può essere, col risultato di apparire di parte, anche quando non lo si è. 

THE LAST OF US PARTE 1 RECENSIONE

“Hanno invecchiato i personaggi!” | No, assolutamente no. Casomai, se proprio vogliamo cercare una giustificazione a questa ormai diffusissima opinione, li hanno resi più realistici. Curando meglio le texture e rimodellando in alcuni casi i modelli. Tutto per rendere i personaggi più somiglianti a come li abbiamo rivisti un po’ meno tempo fa su The Last of Us Parte 2. Per questo, poiché cioè sono più realistici e spigolosi quasi, vi sembrano invecchiati. Mentre invece, nella pratica, hanno solo spento il “filtro anti invecchiamento” per i selfie…

The Last of Us Parte 1 Recensione: che barba, che noia

Non so che altro dire: è The Last of Us, ma meglio

L’ho già detto, ma lo ripeterò con piacere. The Last of Us Parte 1 è The Last of Us, ma meglio. Quanto meglio? Il modo migliore di godersi l’avventura, le emozioni, le struggenti sensazioni di nostalgia per chi lo giocò su PS3 che è in grado di recapitare. Data la sua mai celata vicinanza al mondo cinematografico, è ovvio che i miglioramenti tecnici, grafici ed estetici siano stati importantissimi per potenziare The Last of Us Part 1 al suo massimo potere comunicativo. Laddove, infatti, The Last of Us Parte 2, più moderno, si affida a espedienti ludici, più pratici che dimostrativi. The Last of Us, e quindi anche Parte 1, resta invece un prodotto del suo tempo. Si affida alle cut-scene, ora migliori che mai. E persino, in molti casi, registicamente le rivede e corregge per adattarsi allo stile di Parte 2 e, un minimo, ai tempi moderni. 

Allora viene spontaneo chiedersi, con onestà intellettuale, se in fase di recensione di The Last of Us parte 1 ci si sia chiesto a chi dirigere la propria opinione. A chi, tra i tanti possibili destinatari del gioco abbiano parlato e stiano ancora, in certi casi, parlando tanto i supporter, quanto gli estremi detrattori. Di più: dove si trovi il confine tra parlare con il cuore, e con il cervello. Quale percentuale dell’uno o dell’altro dedicare a un prodotto come questo. Palesemente nato con l’intento di toccare specifiche corde emozionali. E se queste corde non siano state tirate troppo, passando da emozionali a economiche. 

The Last of Us Parte 1 Recensione: che barba, che noia

Se lo chiedete a me (e dato che siete arrivati fin qui mi sembra giusto dirvelo!) The Last of Us Parte 1 è il remake che non serviva, ma di cui il gioco, per certi versi, aveva bisogno. O ancora meglio, l’unico remake, estetico e grafico nel 99% del suo sviluppo, che poteva esaltare The Last of Us senza cambiarne i connotati al punto di renderlo irriconoscibile. Ma dal momento che mi rendo conto quanto quei connotati, per molti, non valgono più il prezzo pieno di una release, approfondendo la mia analisi ho concluso con il voto che avete letto in alto: un 8.9. Assegnato ovviamente alla sola operazione di Remake. Lontano da qualunque tentativo di ri-tirare in ballo un gioco che nella sostanza ludica è immutato fin dalla sua release.

Pertanto, concludo con un’ennesima ovvietà. The Last of Us Parte 1 è dedicato a voi. Voi che non avete mai giocato The Last of Us. Voi che lo avete giocato così tanto da ricordare ogni mattone.E potete notare quanto l’evoluzione grafica sia al servizio della capacità di mostrare emozioni dei personaggi. 

“Tutto il resto (e per tutti gli altri), è noia”. 

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Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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