Il beauty TikTok sta per avere un nuovo capitolo, e questa volta non è una review, non è un drama, non è un dupe: è un brand. Alexis Androulakis e Christina Basias Androulakis, conosciute online come The Lipstick Lesbians, trasformano il loro feed ultra-educational in un progetto imprenditoriale vero e proprio. Si chiama Leaked Labs e il concetto è già abbastanza disruptive da far drizzare le orecchie all’intera industry.

Che cos’è Leaked Labs (e perché non è un brand tradizionale) (e chi sono le Lipstick Lesbians)

L’idea è semplice ma radicale: “leakare” formule direttamente dai fornitori, mostrarne lo sviluppo in modo trasparente, raccogliere feedback della community e poi decidere se archiviarle o trasformarle in prodotti core.

In pratica, portano online quello che di solito resta blindatissimo tra contract manufacturer, chimici e meeting di sviluppo. Alexis arriva da anni nel product development per grandi conglomerati beauty, mentre Christina ha un background in education technology. Tradotto: una parla la lingua della formula, l’altra sa come trasformare informazione complessa in contenuto accessibile.

E il loro pubblico — oltre mezzo milione di follower — è già abituato a sentir parlare di componentistica, basi, texture, supply chain e differenze tra “made in Italy” e “made in Korea”. Hanno praticamente reso mainstream il linguaggio tecnico del beauty.

Il primo “leak”: non un rossetto, ma un pigmento multiuso

Nonostante il nome, non partono con un lipstick. Il debutto si chiama Leak 001: Amplify Flexi Powder. È un disco di pigmento attivabile con acqua che può essere usato su occhi, labbra e guance. Una formula trasformativa, pensata per essere modulata e reinterpretata.

Il lancio è fissato per il 6 marzo sul loro sito a 34 dollari. Ma il prodotto è quasi secondario rispetto al processo: quello che vogliono vendere davvero è l’accesso dietro le quinte. Video nei laboratori, incontri con i chimici, test non filtrati. No allo storytelling patinato.

Il tempismo è perfetto

Il mercato beauty sta attraversando un momento di saturazione evidente. Troppe palette, troppi lanci, poca innovazione percepita. Leaked Labs intercetta una stanchezza diffusa: quella verso l’ennesimo brand “con una storia”.

In più, ricordiamocelo, il pubblico oggi è molto più consapevole. Termini come “doe foot”, “raw material”, “batch testing” non sono più solo roba da addetti ai lavori. Le creator hanno educato la community a fare domande più intelligenti. E quando i consumatori diventano più esperti, il marketing superficiale non basta più.