Alcuni dei fenomeni horror più interessanti degli ultimi anni hanno visto la luce su YouTube, per poi trovare spazio (e successo) anche sul grande schermo. Opere come Backrooms Obsession hanno dimostrato come le produzioni realizzate da giovani autori provenienti dal mondo del web possano fare la voce grossa anche nell’industria hollywoodiana, ed ora è solo questione di tempo prima che un nuovo horror nato su internet arrivi al cinema. Steven Spielberg si addentra nel presente ma stavolta lo fa con un attenzione particolare ai mediascapes digitali.

Dettagli del progetto artistico

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, The Mandela Catalogue farà il salto sul grande schermo con il sostegno di un nome d’eccezionedel calibro di Steven Spielberg. Come riportato da Deadline, United Artists, Amblin Entertainment e Amazon MGM Studios hanno infatti acquisito i diritti cinematografici della popolare serie horror creata da Alex Kister, affermatasi come un travolgente fenomeno virale su YouTube. Lo stesso Kister non solo sarà chiamato a dirigere il film, ma ne firmerà anche la sceneggiatura in collaborazione con Tyler Clifton, mantenendo così un ruolo centrale nell’adattamento.

Un analog horror

Lanciata nel 2021, The Mandela Catalogue ha superato i 100 milioni di visualizzazioni grazie alla sua disturbante storia ambientata nella fittizia contea di Mandela, nel Wisconsin. Qui i residenti sono minacciati dagli Alternates, misteriose creature mutaforma capaci di imitare perfettamente le persone della loro quotidianità e di manipolarle psicologicamente.

Per chi non conoscesse il fenomeno, The Mandela Catalogue appartiene al filone degli analog horror, un sottogenere che negli ultimi anni ha conquistato milioni di spettatori online e che trova in Backrooms uno dei suoi maggiori esponenti. Queste opere ricreano l’estetica di vecchie videocassette, trasmissioni televisive e registrazioni analogiche, utilizzando immagini sgranate, messaggi criptici e un’atmosfera che richiama il periodo compreso tra gli anni Sessanta e Novanta.

A differenza dell’horror tradizionale, gli analog horror puntano raramente sui classici jump scare. La tensione scaturisce invece da un senso costante di inquietudine, costruito attraverso dettagli apparentemente innocui, video istituzionali manipolati e un crescente senso di paranoia. Pur condividendo alcuni elementi con il found footage, il sottogenere ha sviluppato una propria identità, diventando uno dei linguaggi horror più originali emersi sul web negli ultimi anni.

I nuovi fenomeni digitali

Il successo cinematografico di Backrooms e Obsession ha dimostrato che queste storie possono funzionare anche oltre YouTube, convincendo Hollywood a investire sempre di più nei filmmaker provenienti dalla piattaforma. Non è infatti un caso che studios di primo piano e produttori del calibro di Steven Spielberg abbiano quindi deciso di puntare le proprie fiches proprio su una nuova generazione di filmmaker, capaci di proporre idee originali e linguaggi diversi da quelli del cinema mainstream.

Insomma, in un periodo storico in cui il pubblico chiede sempre più spesso storie originali in luogo degli ormai inflazionati sequel e remake, fenomeni come The Mandela Catalogue e i suoi predecessori sopracitati rappresentano una delle scommesse più interessanti per il futuro del cinema horror.

Steven Spielberg tornerà a stupire addentrandosi nei nuovi mediascapes digitali, con un occhio e una sensibilità tutta sua.