La commedia sembrerebbe essere diventata ormai una terapia strettamente necessaria. Molti si sono dilettati nell’ultimo periodo alla creazione di sketch umoristici riguardanti la quarantena, d’altronde, dopo un mese d’isolamento cosa ci si può aspettare? 

La perdita del contatto con la realtà ed il senso d’inutilità sono una delle sintomatologie più evidenti per le quali la creatività tenta di proporsi come potenziale rimedio.

Proprio quando il nostro ego pensava di essersi guadagnato i riconoscimenti utili per finalmente conseguire una carriera brillante nel settore comico, ecco che i complicati algoritmi delle applicazioni social – da far invidia persino ai massimi esponenti del KGB –  s’insidiano nel nostro cammino verso il successo, obbligandoci a mettere in dubbio le nostre doti artistiche e riflettere sulla nostra magari precipitosa ed impulsiva scelta carrieristica. 

I social non diventano più un mezzo per evadere dalla vita quotidiana, ma un ulteriore motivo di stress. 

The Office US. WatchMojo.com
The Office US – Photo Credit: WatchMojo.com

Dalla cantina si tirano fuori strumenti musicali di ogni tipo; coloro che non ne posseggono, s’improvvisano con le pentole in acciaio inox – evviva lo spirito di adattamento, lo celebrava Charles Darwin.

Il novello compositore di turno si cimenta nel suonare la Sinfonia n 7 in la maggiore ai suoi vicini – una drammatica testimonianza della sua incongruenza.

Egli non lo fa tanto per mostrare la propria vicinanza, quanto forse più per lanciare il proprio brand e farsi pubblicità – il mondo regolato dal CoronaVirus non ha di certo bisogno d’Ingegneri. 

In ogni caso l’arte è un’espressione dell’Io e risulta quindi evidente il motivo della nostra auto celebrazione avendo passato ormai così tanto tempo a contatto con noi stessi.

Intanto, gli autori di The Office…

Per quanto riguarda quelli che dell’Io ne hanno fatto un mezzo per fare soldi, essi non rimangono di certo in disparte malgrado i numerosi usurpatori del loro titolo che si nascondono dietro minacciose mascherine igieniche.

The Office US. NBC
The Office US – Photo Credit: NBC

Per Ben Silverman e Paul Lieberstein – ideatori del remake americano di The Office – Il lavoro non si è fermato.

In un momento come questo, quest’ultimi non possono non ironizzare sulla vulnerabilità ed incapacità dell’essere umano nel cercare di comprendere il sistema innovativo dello smart working. 

I due hanno infatti annunciato una nuova serie incentrata su un mondo tecnologicamente avanzato in rapporto con l’essere umano cerebralmente arretrato. 

La nuova sitcom virtuale

Il nuovo The Office ambientato in casa, si concentrerebbe soprattutto sugli effetti dello smart working sulla nostra vita quotidiana. Silverman ha spiegato:

“Molti di noi si gettano su Zoom ogni giorno per le riunioni di lavoro e non solo. Stiamo sperimentando una nuova normalità e nuovi modi di rimanere connessi e produttivi nelle nostre case. Allora abbiamo pensato a un prodotto che porti un po’ di umorismo e consolazione in questi tempi cupi e che sia anche un modo inventivo di raccontare il mondo del lavoro degli anni a venire”.

Ovviamente i set televisivi sono momentaneamente bloccati – potrebbe essere questa l’occasione per improvvisare nuovi metodi di ripresa? 

Gli autori americani si sono appoggiati ad una base molto solida – quella di Ricky Gervais – sapendo di poter contare su di essa per un successo garantito del loro remake; questa serie richiederà dunque un pò più di attenzione.  

The Office UK. BBC
The Office UK – Photo Credit: BBC

E’ pur vero però che è stato Steve Carell a contribuire al successo della serie americana nonostante il livello d’ironia britannico sia molto più irriverente.

Ricky Gervais è un bravo scrittore ma un attore poco carismatico, specialmente per il ruolo che interpreta nella versione anglosassone.

Sono molteplici i fattori che possono determinare il successo di una serie comica – pensateci per il vostro prossimo sketch da mettere su Instagram o voi commedianti improvvisati; mi raccomando a non perdere la vostra spontaneità però!

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