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The Witcher, una mostra a Lucca ci ricorda la sua importanza artistica

The Witcher è la saga videoludica più amata ideata da CD Projekt Red, la software house polacca che i più potrebbero ricordarsi per il recentissimo Cyberpunk 2077.
Lucca Comics and Games ha lasciato a disposizione degli sviluppatori Villa Bottini, nella quale è stata allestita una mostra dedicata alla saga. Parliamone insieme.

The Witcher, una storia senza tempo

La saga videoludica di The Witcher arriva per la prima volta nelle mani dei videogiocatori nel 2007. Tratta dalle opere letterarie dell’autore polacco Andrzej Sapkowski, in questa serie di videogiochi vestiamo i panni di Geralt di Rivia, un witcher della Scuola del Lupo.
All’interno della serie è possibile perdersi in ambientazioni fantasy, affrontare temibili mostri e scoprire di più sui segreti politici che si celano dietro queste misteriose terre.
Ricordiamo in particolare il successo del terzo capitolo della saga, Wild Hunt, che non solo ha fatto guadagnare a CD Projekt Red il premio Game of the Year 2015, ma ha anche convinto Netflix a sviluppare la serie televisiva che in molti stanno amando.
Ci troviamo di fronte a una storia intermediale senza tempo, che è riuscita a unire amanti della lettura, del cinema e del videogioco.

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The Witcher 3 – Photo credit: web

Villa Bottini e la mostra

In occasione di questo Lucca Comics and Games, Villa Bottini è stata allestita completamente a tema The Witcher.
Entrando nell’edificio era possibile ammirare bozzetti, artworks ispirati, filmati, armature e chi più ne ha più ne metta. Erano anche esposte le due spade dei witcher: Silver for monsters, Steel for humans (letteralmente argento per i mostri e acciaio per gli umani).
Ma la vera punta di diamante per me è stato il tavolo da Gwent. Era infatti possibile sfidare lo staff a una partita del gioco di carte interno al terzo capitolo della serie (della quale sto aspettando i mazzi ufficiali, capito CD Projekt?).
All’esterno tutto era stato allestito come uno dei piccoli villaggi di Novigrad che si possono visitare nel gioco, era addirittura stata organizzata una caccia al tesoro e un piccolo percorso di addestramento della Scuola del Lupo.
Insomma, un’esperienza incredibile che gli amanti del gioco avrebbero indubbiamente adorato.

Quando il videogioco crea un mondo

Il mondo che Sapkowski ha creato con la Saga di Geralt di Rivia è immenso. Romanzi, storie brevi e storie parallele, insomma chi più ne ha più ne metta. Si deve dire però che il genere fantasy si presta facilmente a tutto ciò.
L’ambientazione enorme che l’autore ha ideato ha fatto in modo che questa potesse essere raccontata, disegnata e ricreata un quantitativo di volte indefinito.
Secondo me, però, è stata proprio la saga videoludica di CD Projekt Red a regalarci il quantitativo più alto di emozioni.
Indubbiamente un media visivo ha più mezzi per coinvolgere il fruitore e la possibilità di esplorare senza limiti il mondo che la software house ha creato basandosi sui racconti di Sapkowski è strabiliante.
Questa è riuscita non solo ad avvicinare molti più videogiocatori al genere, ma lo ha anche riportato in auge sui piccoli schermi della televisione, ispirando la serie Netflix.
Un mondo che viaggia nel tempo e nello spazio, attraversando i media e appassionando sempre più persone.

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Henry Cavill nei panni di Geralt – Photo credit: web

La mostra di Villa Bottini ci ha ricordato l’importanza artistica di una serie non solo letteraria ma anche videoludica che non può non farvi innamorare. Insomma, una piccola scusa per recuperarla!

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Federica Giorgi

Federica Giorgi

Nata a Roma nel 1999. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Appassionata di cinema, serie tv, videogiochi, fumetti e tutto ciò che concerne l'universo Nerd.
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