Cinema

Thelma e Louise, inno alla libertà delle donne

Geena Davis e Susan Sarandon in una scena di Thelma e Louise - Photo Credits: web
Geena Davis e Susan Sarandon in una scena di Thelma e Louise – Photo Credits: web

Era il 1992 quando “Thelma e Louise” di Ridley Scott trionfava agli Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale, firmata dall’allora esordiente Callie Khouri. La giovane sceneggiatrice di questo road movie al femminile, che vede come protagoniste Susan Sarandon e Geena Davis, in origine pensava anche di dirigere il film. La sua idea era di dargli un taglio documentaristico. Ma Ridley Scott ha notato la sceneggiatura, in questo caso in veste di produttore, e ha deciso di girarla lui stesso.

Scott racconta di essersi ispirato molto a Badlands di Terrence Malick. Sono infatti evidenti i richiami alle ambientazioni tipiche delle zone del sud degli Stati Uniti mostrate nel film di Malick. Entrambi i film sono road-movie che conducono i personaggi verso una terra di “salvezza”, terra che i protagonisti non raggiungeranno in nessuna delle due pellicole. Il film di Scott, oltre ad aver vinto nella categoria Miglior Sceneggiatura, ha concorso agli Oscar anche per Miglior Regia, Fotografia, Montaggio e Miglior attrice protagonista, premio vinto da Jodie Foster con Il silenzio degli innocenti.

Trailer del film

Il viaggio di Thelma e Louise

Louise è la cameriera quarantenne di un fast food mentre Thelma è una casalinga sposata sulla trentina. Le due sono molto diverse: una non si fida degli uomini e l’altra non riesce ad esserne indipendente. Le due amiche, stanche della routine e delle loro relazioni insoddisfacenti, partono per un weekend in montagna. Fermatesi in un locale country, un uomo corteggia Thelma e prova poi a violentarla nel parcheggio. Louise prova difendere l’amica e in un moto di rabbia gli spara, uccidendolo. Sicura di non poter fare affidamento sulla legittima difesa, Louise scappa e Thelma con lei. In questo viaggio, costellato da crimini, le due ricercate raggiungeranno la libertà.

Il film, scritto da una donna e con due protagoniste donne, è un inno femminista. Infatti le protagoniste, pur essendo molto diverse e con traumi differenti alle loro spalle, a un certo punto decidono di prendere in mano la propria vita. Seppur con qualche inciampo lungo il cammino, le due arrivano a non aver più bisogno degli uomini, ma solo di se stesse. La sfiducia di Louise nei confronti della società patriarcale viene fuori più volte, in particolare quando decide di non affrontare un processo per aver ucciso l’aggressore di Thelma: La donna è convinta di perdere. Sa che per la giustizia “qualche avance” non giustifica l’omicidio.

Geena Davis e Susan Sarandon in una scena di Thelma e Louise - Photo Credits: web
Geena Davis e Susan Sarandon in una scena di Thelma e Louise – Photo Credits: web

Un finale molto discusso

Il momento finale del film, a cui arriviamo attraverso questa parabola fatta di fuga e crimini che si accumulano, è una liberazione, per le protagoniste e per lo spettatore. Le donne si lanciano dal Canyon a bordo della Ford di Louise. Ridley Scott, che ha valutato a lungo se farle morire entrambe, aveva girato una versione alternativa della scena. In questa versione le due si lanciano ugualmente dal Canyon, ma vediamo tutto il salto, mentre in sottofondo sentiamo Better Not Look Down di B.B. King.

Alla fine però Ridley ha deciso di bloccare l’immagine mentre l’auto sta per cadere ma è ancora in cielo, come a immortalare il momento in cui le protagoniste sono state davvero libere. La scelta di farle morire è stata molto contestata al tempo, ma dopo 29 anni risulta essere l’unica possibile per le protagoniste che si rifiutano di finire in prigione perché ci hanno vissuto per tutta la vita e scelgono la libertà. “Thelma e Louise” vi farà fare un viaggio nel duro mondo del sessismo e della repressione femminile fino alla liberazione.

Paola Maria D’Agnone

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