Through the Ages è probabilmente il gioco di Vlaada Chvátil che ha avuto il maggior impatto sull’hobby del gioco da tavolo. Perché è così importante?

Through the Ages è un gioco del 2006 di Vlaada Chvátil che ha avuto un grosso impatto nell’hobby del gioco da tavolo. Basti pensare che sulla classifica generale di BoardGameGeek (il sito più importante dell’hobby), il gioco è arrivato a raggiungere la seconda posizione per un periodo (nel 2011, 2013 e 2014). Poi nel 2015 è stata pubblicata la nuova edizione, che ha preso il secondo posto del suo predecessore, e quest’anno verrà pubblicata ufficialmente la nuova espansione. Che cosa rende questo gioco così speciale?

Through the ages app
Hanno persino fatto l’app di Through the Ages! Photocredits: pockettactics.com

Through the Ages: civilizzazione, senza mappa

Torniamo un attimo al 2006. L’hobby del gioco da tavolo aveva già iniziato a esplodere, con Coloni di Catan nel 1995, Carcassone nel 2000 e Ticket to Ride nel 2004, e i giochi da tavolo stavano espandendosi sempre di più nel mercato familiare. Nel lato degli appassionati invece, tra i giochi più importanti abbiamo Twilight Imperium del 2005, Civilization del 1980, poi espanso da Advanced Civilization nel 1991 o l’ancor più vecchio Diplomacy (1959). Questi giochi sono caratterizzati da un regolamento massiccio, un grande tabellone e tanti, tantissimi fattori da tenere in conto, per partite che in alcuni casi si potevano protarre nel corso di più giornate.

Through the Ages è un gioco di civilizzazione simile a questi ultimi, ma con un’importante differenza: non c’è nessun tabellone, nessuna mappa. No: dentro alla scatola voi droverete delle anonime plancette personali, tanti cubetti colorati e tante, tante, TANTE carte. Ben 345. E queste carte rappresentano TUTTO. Ci sono carte per le tecnologie, carte per i leader (come Napoleone Bonaparte o Gengis Khan), carte per gli edifici (dall’arena alla stampa), carte per i soldati militari, carte per il governo e persino le meraviglie (Tra cui la Basilica di San Pietro o le Piramidi).

Durante il gioco voi avrete a disposizione azioni militari (con cui migliorerete il vostro esercito o combatterete), azioni politiche (per stringere alleanze o dichiarare guerra) e azioni civili. Queste ultime vi permettono di fare di tutto: aumentare la produzione di cibo o risorse, scoprire nuove tecnologie, costruire nuovi edifici urbani o cambiare il vostro governo. Prenderete carte, scarterete carte, giocherete carte. E queste carte vi porteranno through the ages, attraverso le ere della storia umana, dall’antichità all’epoca moderna. Starà a voi far crescere la vostra civilità nella più fiorente tra i vostri avversari.

Perché quindi è così importante Through the Ages?

Through the Ages resta comunque un gioco impegnativo, con una durata che si attesta sull’ora a giocatore. Giocatori più esperti potranno svolgere una partita a 4 in due ore e mezza/3, ma con giocatori meno esperti difficilmente andrete sotto le 4 ore. Ma la rivoluzione di queto gioco sta proprio nell’aver proposto un equilibrio tra complessità e semplicità che ancora oggi non teme rivali. La nuova edizione del 2015, inoltre, fa dei piccoli ritocchi che migliorano ulteriormente l’equilibrio del gioco, e soprattutto dona al gioco una veste grafica nettamente migliorata. Sì ragazzi, va bene tutto, capolavoro e quant’altro, ma la grafica fa veramente pena.

Through the Ages nuova copertina
La nuova veste grafica di Through the Ages. Molto meglio, non trovate? Photocredits: goblins.net

In sostanza, un gioco così elegante, così equilibrato, così profondo e complesso ma comunque molto più accessibile dei suoi predecessori, non si era mai visto. E negli anni a seguire diventerà il punto di riferimento con i quali molti altri giochi di civilizzazione verranno confrontati. E il tutto solo con un mazzo di carte (e dei cubetti, dai).
Scusate se è poco.

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