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Tokyo 2020, karate: Luigi Busà è medaglia d’oro nel kumite -75 kg

Giornata super per lo sport italiano a tutto tondo con una grande gioia dal karate. Luigi Busà batte 1-0 l’azero Aghayev nella finale del kumite – 75kg e vince l’oro. Al Gorilla d’Avola basta uno yuko per vincere e centrare il nono oro azzurro a Tokyo. Busà ha mostrato tutta la sua forza e scaltrezza sullo storico Budokan al debutto del karate ad un Olimpiade. Edizione storica per l’Italia con il record di medaglie: 37 più di Los Angeles 1932 e Roma 1960. Gli azzurri però non vogliono fermarsi qui e trovare altre medaglie negli ultimi due giorni di Tokyo 2020.

Andare oltre le 36 medaglie, o almeno provarci. Provare a battere il record che resiste da Los Angeles 1932, ben 89 anni. Tutto un altro mondo, con alle spalle la Prima Guerra Mondiale ormai da diversi anni e non ancora consapevole che da lì a poco sarebbe arrivata la seconda. Anche tutto un altro sport, ere differenti. A Roma 1960 il record di 36 medaglie è stato eguagliato, ma non superato, con un pizzico di amarezza per un record che poteva arrivare proprio nell’edizione di casa. A 61 anni di distanza, il primato viene ufficialmente sbriciolato!

A iscrivere il suo nome di fianco alla medaglia numero 37 è Luigi Busà che nel karate (kumite) ha vinto l’oro. L’atleta italiano ha trionfato nella finale contro la stella azera Rafael Ahgayev, nel dream match fra i due favoriti per l’oro anche alla vigilia della manifestazione. Busà ha bissato il successo ottenuto nel girone (3-1) piazzando un solo Yuko (1-0), utile però a ottenere quella che è la 9ª medaglia d’oro azzurra alle Olimpiadi di Tokyo.

Un record ‘made in Sicilia’: Luigi Busà è infatti l’orgoglio di Avola (provincia di Siracusa), così come le sorelle Lorena e Cristina, anche loro nomi importanti del karate femminile. Il carabiniere siciliano è una vera e propria stella del karate: il ‘Gorilla d’Avola‘, in carriera vanta 2 ori ai Mondiali e 5 agli Europei nelle categorie -75 e -80 kg. Il karate, disciplina all’esordio olimpico, non poteva risultare più dolce per l’Italia: la medaglia di Luigi Busà fa seguito al bronzo ottenuto nel katà da Viviana Bottaro.

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