Cinema

“Tonya”, la storia vera che scandalizzò l’America con Margot Robbie stasera in tv

“L’America vuole qualcuno da amare, ma vuole anche qualcuno da odiare..”. Una vita, dai quattro anni all’adolescenza, a graffiare con i pattini la pista di ghiaccio. Una madre, LaVona (Allison Janney), che spinge la figlia ad intraprendere ad ogni costo, la carriera di pattinatrice. Spronandola all’eccellenza senza riservarle minimi gesti d’affetto. Tonya (Margot Robbie), un atteggiamento mascolino che non si addice a volteggiare in gonnellino, e sgraziato, complice la sua bassa estrazione sociale, in un’America marginale e periferica. Sembrerà non ottenere risultati agonistici. “Tonya“, stasera in tv: girato come un documentario, tratto da una storia vera, lacerante e malinconica, nelle spietate competizioni targate America. Con la bella bionda Margot Robbie, vittima di un destino già scritto.

Solo sei atlete riuscivano a riprodurre il triplo salto, ‘axel’, dopo Tonya Harding. E coloro in grado di eseguirlo, non potevano rischiare una caduta prima delle Olimpiadi. Così il regista Craig Gillespie nel 2017, accettò di ricorrere agli effetti visivi per ricreare quella ballerina volante. “Hai pattinato come un toro incazzato, mi sono vergognata per te“. La madre violenta, che confezionava per la figlia costumi fatti in casa. O che paga uno sconosciuto per farla insultare prima della gara. Il film è incentrato sulla controversa, reale, vita della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding. Protagonista nel 1994 di uno dei più grossi scandali sportivi degli Stati Uniti che monopolizzò la cronaca. La storia è narrata tramite interviste vere ai protagonisti, e ricostruzioni dei fatti accaduti. “Sapete non ho mai nascosto a nessuno di essere nata povera in una famiglia disagiata, perché questa sono io!”

Tonya non scende a patti

Tonya diventa un’icona del suo genere, per essere la prima donna statunitense e la seconda in assoluto, a riuscire ad eseguire correttamente il triplo axel, nel 1991 ai campionati mondiali. Non solo: sarà al centro dello scandalo per l’accusa di essere la “mandante” dell’aggressione alla rivale Nancy Kerrigan, ai giochi invernali di Lillehammer 1994. Una performance, la sua, che farà storia anche per il pianto in diretta e la supplica ai giudici di poter riprendere dopo aver sistemato i lacci delle scarpe. Un personaggio fumantino, o una gigante del pattinaggio? “Tonya” stasera in tv, è un film che mirerà a soddisfare i curiosi, anche morbosi, della vita della campionessa, tra incidenti e retroscena, più che con le sue prove agonistiche, sudate e meritate.

Margot Robbie non indossò i pattini per la prima volta sul set di Tonya. Lei negli Stati Uniti giocava in una squadra di hockey. Ma capì ben presto, che quello sport non aveva nulla a che fare con il pattinaggio artistico. Ed ha imparato le coreografie studiando con l’aiuto di maestri del settore. Nel film l’attrice diventa quasi irriconoscibile: costretta ad indossare ben 80 costumi trash, ma soprattutto per i capelli. Ha indossato delle parrucche ulteriormente modificate dai truccatori con la birra, per ottenere l’effetto crespo e scombinato, proprio della pattinatrice. Ma il premio Oscar, annunciato, andò ad Allison Janney, per il crudele personaggio della madre di Tonya. Scelta senza provino per la parte, fu talmente meticolosa da scegliere personalmente il pappagallo che avrebbe dovuto tenere sulla sua spalla. Dopo averne “provinati” due, scelse il terzo che chiamò ‘Little Boy’. 

Tonya, un salto mortale amarla

Stasera suona in tv con “Tonya“, una colonna sonora ricca di pezzi classici del rock: i Dire Straits con “Romeo & juliet“, Heart con “Barracuda” durante l’allenamento alla ROCKY, i Supertramp con “Goodbye Stranger“, i Fleetwood Mac con “The Chains“, e “Devil Woman” di Cliff Richard, fino alla nostra “Gloria” firmata da Laura Branigan. Presente anche “Sleeping Bag” dei ZZ Top, brano ascoltato dalla stessa Harding. Tonya, o si odia o si ama.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema. Seguici

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