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Torino in piazza per dire sì alla Tav

Torino dice basta sulla scia delle proteste a Roma, dove nelle scorse settimane numerosi manifestanti erano scesi in piazza per protestare contro la sindaca Raggi.

Torino che si è radunata davanti alla Prefettura ieri, nella centrale piazza Castello, con lo slogan #Torinodicebasta, tra bandiere Si-Tav e striscioni contro la Giunta Appendino.

La manifestazione Si-Tav (Photo Credits: www.rainews.it)

La protesta

Circa cinquecento le persone che ieri mattina in piazza hanno risposto all’appello divulgato in questi giorni su Facebook. Tra i cartelli presenti, a sventolare anche una bandiera delle Olimpiadi. A protestare sono soprattutto semplici cittadini. Ma anche esponenti della politica.

Una bandiera olimpica sventola tra gli striscioni (Photo Credits: www.lapresse.it)

Le motivazioni

La sollevazione si è scatenata dopo il voto di lunedì scorso con il quale il consiglio comunale ha chiesto lo stop al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione, almeno fino a quando non saranno noti i risultati dell’analisi costi/benefici.

Il cantiere di Chiomonte (Photo Credits: www.giornalelavoce.it)

E’straordinario che ci sia questa reazione della città, tutti qui perché, appunto, -Torino dice basta-” ha detto Giorgio Marsiaj, presidente dell’Amma, l’associazione che rappresenta seicento aziende del settore meccanico e meccatronico. Si replica il 10 novembre, dove i Si-Tav scenderanno in piazza. Per sabato prossimo ci sono potenzialmente 60 mila persone pronte a urlare il loro “sì” alla Tav. 

Giorgio Marsiaj, presidente dell’Amma (Photo Credits: www.torinoggi.it)

Lettera minatoria alla sindaca Appendino

In concomitanza con la manifestazione, la sindaca Chiara Appendino ha reso noto di aver ricevuto una lettera anonima con minacce di morte, indirizzata anche alla sua famiglia.

La lettera di minacce ricevuta ieri dalla sindaca Chiara Appendino (Photo Credits: www.tgcom24.mediaset.it)

Il summit fra le imprese

Domani imprenditori, sindacati, industriali e professionisti si incontreranno per definire le modalità delle proteste e per stabilire una linea comune a tutte le forze produttive ed economiche della città.

Patrizia Cicconi

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