C’è un tipo preciso di estate che la moda prova a raccontare ogni anno: quella dell’evasione, della leggerezza, del tempo sospeso. Con Splash, Tory Burch non si limita a seguirla, la costruisce. E ci piace proprio per questo.

Tory Burch firma Splash: l’estate diventa un’estetica, non solo una stagione

La nuova high summer collection nasce attorno a un’idea chiara: vestire il momento in cui la realtà rallenta. Non è un’estetica gridata, ma una narrazione visiva fatta di dettagli tattili e riferimenti naturali. I colori riprendono le sfumature dell’oceano, acquatici, salati, mai piatti, mentre le lavorazioni crochet evocano un movimento continuo, quasi ondoso.

La campagna, scattata a GoldenEye in Giamaica con Alex Consani e Sacha Quenby, rafforza questa visione: luce diffusa, corpi in movimento, una sensualità non costruita ma spontanea. È un’immagine di estate che non performa, ma esiste.

E i pezzi della collection?

Anche i pezzi seguono questa logica. Le borse in rafia intrecciata e quelle in crochet non sono semplici accessori stagionali, ma oggetti che dialogano con il contesto materici, imperfetti, vivi. I sandali Miller e le jelly heels introducono invece una componente più giocosa, quasi nostalgica, che guarda agli anni Duemila senza diventare citazione letterale.

Interessante anche il layering tra elementi romantici e funzionali: le canotte in cotone con applicazioni floreali in seta mantengono una leggerezza visiva, ma restano ancorate a una quotidianità concreta. È un equilibrio sottile tra escapismo e portabilità.

Il drop successivo, previsto per maggio con le borse jelly traslucide, spinge ulteriormente su questa idea di estate come spazio fluido, dove estetica e memoria si sovrappongono.