Israele ha dichiarato domenica che sta bloccando l’ingresso di tutti i beni e le forniture nella Striscia di Gaza. L’ufficio del primo ministro non ha fornito dettagli sulla decisione, ma ha avvertito di “ulteriori conseguenze” se Hamas non accetta quella che Israele definisce una proposta degli Stati Uniti per un’estensione del cessate il fuoco. Non è stato immediatamente chiaro se la fornitura di aiuti sia stata completamente interrotta. Israele ritiene che nelle ultime settimane siano entrati nell’enclave abbastanza aiuti da durare per Hamas per diversi mesi. Lo Stato ebraico ha annunciato ieri sera di aver adottato il piano “Witkoff” secondo cui meta’ degli ostaggi rimanenti, vivi e morti, verrebbero rilasciati il primo giorno del cessate il fuoco esteso e i prigionieri rimanenti verrebbero rilasciati alla fine del periodo se si raggiungesse un cessate il fuoco permanente. I gruppi terroristici nella Striscia di Gaza stanno tenendo 59 ostaggi, tra cui i corpi di almeno 35 morti confermati dalle Forze di difesa israeliane. La prima fase del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, che includeva un aumento dell’assistenza umanitaria, è scaduta sabato. Le due parti devono ancora negoziare la seconda fase, in cui Hamas avrebbe dovuto rilasciare decine di ostaggi rimasti in cambio del ritiro israeliano e di un cessate il fuoco duraturo.
Israele ha affermato domenica mattina di sostenere una proposta per estendere la prima fase del cessate il fuoco fino al Ramadan e alla Pasqua, ovvero il 20 aprile. Ha affermato che la proposta è arrivata dall’inviato in Medio Oriente dell’amministrazione Trump, Steve Witkoff.
La prima fase del cessate il fuoco a Gaza, che ha permesso di liberare una parte degli ostaggi israeliani catturati il 7 ottobre 2023 e centinaia di prigionieri e detenuti palestinesi, è scaduta ormai da sabato. Ma Israele e Hamas restano divisi sull’accordo.
Mentre gli israeliani vogliono infatti che la prima fase continui, prolungandola di fatto come da proposta contenuta nel piano Usa al quale ieri Tel Aviv ha dato il suo via libera, Hamas insiste perché si entri nella fase due dell’accordo.
Per lo Stato ebraico – spiega la Cnn – si tratterebbe quindi di continuare con lo scambio di ostaggi (vivi o morti), in cambio del continuo rilascio di prigionieri e detenuti palestinesi e di un maggiore flusso di aiuti a Gaza. Ma il gruppo sciita chiede invece che la nuova fase di negoziati, come previsto dall’accordo, entri nel vivo includendo il ritiro delle forze israeliane da Gaza e la fine permanente del conflitto.
Ieri sera, a seguito di una consultazione con il suo governo, l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato di sostenere la proposta degli Stati Uniti di estendere temporaneamente l’attuale cessate il fuoco durante il mese sacro islamico del Ramadan e durante la Pasqua ebraica.




