Donald Trump ha dichiarato che “non c’è nessun accordo con l’Iran” e che “potremmo tornare e finire il lavoro“, mentre “Hormuz sarà aperto e nessuno lo controllerà”. Il presidente statunitense ha poi smentito la bozza dell’intesa diffusa dai media iraniani, secondo cui Washington avrebbe revocato il blocco navale ai porti iraniani e in cambio Teheran avrebbe ripristinato il traffico commerciale a Hormuz ai livelli prebellici. Secondo la Casa Bianca, si tratta di “una totale invenzione”.
Intanto, le Guardie Rivoluzionarie iraniane sostengono che una ripresa della guerra con gli Stati Uniti è “poco probabile”, nel contesto dei negoziati diplomatici in corso, pur affermando di essere “pronte ad affrontare un nuovo attacco”. Gli Usa hanno colpito “per autodifesa” un sito per il lancio di missili nel sud dell’Iran e hanno attaccato le navi dei Pasdaran che tentavano di posizionare le mie a Hormuz. Il regime: “Ci difenderemo”.
Trump: “Non sono sicuro di fare l’intesa se non c’è la firma degli Accordi di Abramo”
Donald Trump ha minacciato una dura reazione in Iran in caso di fallimento nei negoziati. Se l’Iran non farà concessioni, “allora l’uomo alla mia sinistra (il capo del Pentagono Pete Hegseth, ndr) li finirà”, ha detto il presidente degli Stati Uniti ai cronisti alla Casa Bianca.
L’accordo con l’Iran deve essere “perfetto. Non faccio cattivi accordi”. Lo ha detto Donald Trump sottolineando che se i Paesi arabi non aderiscono agli Accordi di Abramo “non sono sicuro che dovremmo fare l’intesa” con Teheran. “Penso che ce lo devono, a essere onesto”, ha aggiunto il presidente Usa che comunque non si è spinto a dire che l’intesa con l’Iran è subordinata agli Accordi di Abramo. “Non dirò cosa sia subordinato o meno all’accordo”, ha aggiunto ribadendo che l’amminsitarzione lo sta chiedendo con forza.
Il presidente americano Donald Trump, infine, ha respinto l’ipotesi di trasportare l’uranio arricchito iraniano in Cina o Russia. “No, non mi piacerebbe”, ha detto rispondendo a una domanda durante la riunione del gabinetto.





