Donald Trump ritiene che Vladimir Putin sia pronto a un accordo di pace sull’Ucraina e che la minaccia di sanzioni abbia probabilmente giocato un ruolo importante nella decisione di Mosca di chiedere un incontro. Il presidente americano annuncia poi che, dopo il vertice in Alaska, “un incontro trilaterale con Volodymyr Zelensky è necessario”.

Dal Cremlino fanno sapere che non ci sarà nessun documento dopo il summit di Ferragosto, ma che i due leader terranno una conferenza stampa congiunta. Trump è convinto che “c’è il 25% di possibilità che l’incontro con Putin non abbia successo”. Il presidente americano ha inoltre avvertito il presidente russo: “Se Mosca non fermerà la guerra subirà gravi conseguenze”.

Secondo il quotidiano britannico Telegraph, Trump si sta preparando a offrire a Putin l’accesso russo a minerali e terre rare in Alaska e a revocare alcune sanzioni all’industria aeronautica a Mosca per incentivarlo a porre fine alla guerra. Il Cremlino si starebbe preparando a testare il suo nuovo missile da crociera 9M730 Burevestnik a propulsione nucleare, e dotato di testata nucleare.

In questo momento la Russia è all’offensiva su praticamente tutti i fronti in Ucraina, e potrebbe essere vicina a conquiste territoriali di rilievo. Putin non ha nessun interesse a fermare la guerra ora, e quindi è probabile che cercherà di manipolare Trump per rimandare il più possibile ogni accordo di cessate il fuoco. Il risultato migliore per Putin sarebbe riuscire a convincere Trump che le sue ragioni sulla guerra in Ucraina sono quelle giuste. Putin è un abile manipolatore e Trump più volte ha mostrato di provare ammirazione per il presidente russo. Negli scorsi mesi, per esempio, Putin era riuscito a convincere Trump che la guerra fosse colpa dell’Ucraina, e che Zelensky fosse il principale ostacolo alla pace.

Trump è stato l’unico a parlare in questi giorni di cosa potrebbe prevedere un accordo, quando ha detto che potrebbero esserci «scambi di territori» tra Ucraina e Russia. Non è chiaro cosa significhi. L’Ucraina si è già detta contraria alla cessione di qualunque territorio.

Ma anche Putin ha mantenuto una posizione rigida e massimalista sulla questione: la Russia rivendica le quattro regioni (oblast) ucraine di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson, anche se le controlla militarmente solo in parte. Il regime di Putin pretende che gli ucraini si ritirino da queste regioni e che accettino limitazioni alla propria difesa e alla propria sovranità. Queste due posizioni al momento sono inconciliabili, e una parte importante dell’incontro di Anchorage sarà proprio capire se, dopo aver parlato faccia a faccia con Putin, Trump sarà più solidale con le sue posizioni o con quelle dell’Ucraina.