“Sto considerando un attacco massiccio. Più grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista ad Axios in cui ha minacciato la ripresa di operazioni militari su larga scala in Iran
Trump ha aggiunto che Israele si unirebbe “in due minuti” a una nuova offensiva contro l’Iran se richiesto, ma ha sottolineato che gli Stati Uniti “non hanno bisogno di nessuno” per lanciare una nuova operazione militare contro la Repubblica islamica.
Secondo Trump, l’Iran “vuole negoziare” ma non sarebbe ancora pronto a raggiungere un accordo. “Non ha ancora ricevuto abbastanza dolore”, ha dichiarato. Fonti regionali coinvolte negli sforzi di mediazione hanno riferito che la leadership iraniana non avrebbe accettato l’ultima proposta avanzata. Due funzionari Usa citati da Axios hanno confermato che al momento non sono stati impartiti nuovi ordini alle forze armate né è stata presa alcuna decisione operativa.
“D’ora in poi – ha detto ancora – tutti i danni causati alle navi, al carico o a qualsiasi elemento ad essi correlato saranno risarciti con i fondi iraniani che gli Stati Uniti detengono e controllano“. La replica del ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi: sarebbe un “precedente esplosivo, una volta che i governi normalizzano la confisca, i beni di nessuno sono al sicuro“.
Gli alleati di Teheran nello Yemen hanno infatti attaccato due petroliere saudite accusandole di violato il blocco navale imposto dalle sue Forze Armate nel Mar Rosso. Un colpo che ha alzato ancora di più la tensione nel Golfo, ampliando la minaccia al di là dello Stretto di Hormuz e mettendo di conseguenza in pericolo un’altra via del petrolio.
Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un avviso esortando i cittadini statunitensi in Medio Oriente a prepararsi a situazioni di emergenza durante i viaggi a causa di possibili cancellazioni di voli e interruzioni del traffico aereo dovute alla guerra con l’Iran.





