La fine di un’era per la casa di moda bergamasca. Infatti Trussardi sta per essere acquisita da Miroglio, gruppo nato ad Alba. Il brand Trussardi attualmente è controllato da QuattroR, che sta attendendo il verdetto finale del Tribunale di Milano.
Cosa succederà a Trussardi?

L’operazione di acquisizione da parte di Miroglio, che da tempo stava mostrando interesse per il brand, si sta concretizzando. Ma da Trussardi silenzio stampa: «L’azienda non rilascia dichiarazioni. Non è una procedura conclusa e in questa fase è gestita dal Tribunale di Milano», dicono fonti aziendali. Il brand Trussardi attualmente è controllato da QuattroR che nel 2019 ha rilevato una quota di circa il 60% della maison. E lo ha fatto attraverso la costituzione di una Newco partecipata al 70% da QuattroR e da Tomaso Trussardi al 30%. Che, a sua volta, controlla l’86% della holding Finos, azionista unico di Trussardi Spa. A curare la ristrutturazione dell’azienda, che lo scorso marzo era esposta per oltre 50 milioni di debiti, tramutati in una perdita di 20 milioni a fronte di 65 milioni di ricavi, è stata chiamata un’altra società bergamasca, la 3X Capital di Angelo Rodolfi.
«A fine gennaio – spiega Patrizia Pessine, della Femca Cisl di Milano – è previsto un incontro tra sindacati e azienda per fare il punto». E già a novembre le segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil si erano espresse sulla vicenda. «Riteniamo che, data l’attuale condizione in cui versa l’azienda, se non verrà trovata soluzione immediata, il futuro sarà minato. I lavoratori della Trs, gruppo Trussardi, hanno bisogno di risposte. Non avendo indicazioni precise da Trs, siamo preoccupati che l’interesse dei nuovi ipotetici investitori, sia esclusivamente finalizzato al brand e non alla struttura aziendale così come oggi composta».
A portare avanti il processo di acquisizione è un giovane manager italiano, alla guida di un gruppo così grande. «Gli under 40 di successo italiani ci sono, ma fuori dal nostro Paese. Le aziende devono rispondere ai propri azionisti: i miei si sono presi il rischio di avere un ad trentenne mentre molti sono ancora ancorati a un concetto di scelte un po’ stereotipate», diceva l’amministratore delegato Alberto Racca in un’intervista su La Stampa.
Chi è Miroglio
Il gruppo è nato ad Alba, ma ormai è una realtà globale. Realtà che gestisce 9 brand (tra cui Motivi e Elena Mirò) e 36 società controllate. Ha dunque dimostrato interesse per Trussardi. E ha avviato una trattativa, che attualmente è in fase avanzata, per acquisire quello che resta di Trussardi, marchio dell’alta moda. Che, sfortunatamente, è passato da un boom di ricavi all’orlo del fallimento. Tanto da essere costretto ad aprire, il 5 marzo scorso. una procedura di ricomposizione della crisi al Tribunale di Milano.
Il manager che potrebbe salvare il brand è Alberto Racca, un amministratore delegato molto giovane, soprattutto se consideriamo gli standard soliti delle grandi aziende di moda italiane. 35enne, ha le idee chiare sul futuro sostenibile di un settore «che è ancora indietro su questi temi». E che agisce e sta agendo grazie a una ristrutturazione del brand Miroglio, tanto da trasformarlo «nonostante un’eredità industriale, al 90% in un gruppo retail». Infatti quasi tutto il fatturato arriva dai 1100 negozi: 800 gestiti direttamente, e altri 300 in joint venture con la turca Ipekyol.
Marianna Soru
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