La Turchia aveva già anticipato l’intenzione di imporre obblighi e restrizioni sulla distribuzione dei videogiochi. Tra gennaio e febbraio era giunta notizia che alcune delle piattaforme coinvolte sarebbero state, tra le tante, proprio Steam ed Epic Games Store, imponendo loro restrizioni ferree. Da una prima bozza, adesso il governo turco ha dato ufficialmente il via libera a una legge che, rispetto all’idea iniziale, dovrebbe essere meno restrittiva.
La Turchia introduce una legge rivolta alle piattaforme gaming: tra queste anche Steam
Un primo provvedimento, nato all’inizio dell’anno, mirava a introdurre obblighi specifici volti alla tutela dei minori e a una maggiore trasparenza. Nella bozza iniziale le piattaforme avrebbero dovuto indicare necessariamente la classificazione dell’età per ogni titolo. Un fattore non proprio semplice da attuare, specie in termini economici, soprattutto per gli sviluppatori indipendenti. Secondo il testo adottato ad oggi, qualora manchi di un rating ufficiale, il gioco verrà automaticamente etichettato come “18+”.
Oltre a ciò, sarà imposto ai negozi digitali di introdurre strumenti di parental control «chiari, convenienti e facili da usare». Quest’ultimo, quindi, non solo consentirebbe ai genitori di monitorare l’accesso dei minori a contenuti inappropriati, ma anche di limitare o bloccare l’accesso a siti specifici.
La nuova legge, tuttavia, non si limita solo a questo. Tutte le piattaforme straniere che contano più di 100.000 utenti giornalieri dovranno individuare e nominare un rappresentante locale. Il nuovo obbligo non le costringerà ad aprire un ufficio fisico. È sufficiente che il rappresentante, dopo la nomina, venga comunicato e successivamente indicato sulla piattaforma in modo che sia facilmente reperibile.
Cosa succederà alle piattaforme di gaming che non rispetteranno la legge?
Se nella prima stesura il mancato adempimento avrebbe comportato la riduzione della larghezza di banda del 90%, rendendole di fatto inutilizzabile. Adesso, qualora una delle piattaforme non dovesse rispettare la legge, avrebbe a disposizione un mese di tempo per mettersi in regola. Alla scadenza del periodo, verrebbe applicata una multa 10 milioni di lire turche (circa 200.000 euro) che, dopo un altro mese, finirebbe per triplicare a 30 milioni. Solo per coloro che scelgono di ignorare la nuova legge, anche dopo i mesi a disposizione per adeguarsi, subiranno una riduzione dell’accesso alla piattaforma tra il 30% e il 50%.
Come ribadito fin dall’inizio, la legge approvata risulta essere meno restrittiva del provvedimento iniziale. Anche l’associazione dei videogiocatori turca (TOGED) ha evidenziato lo stesso concetto, affermando che la rimozione di due punti considerati controversi faccia effettivamente la differenza. Le autorità, infatti, hanno rimosso il divieto dei giochi senza rating a favore di una classificazione automatica 18+ e l’impossibilità di oscurare completamente la piattaforma, preferendo invece la limitazione della banda.
Stefania Cirillo





