Economia

Turismo russo in Italia: quanto rischiamo di perdere?

La chiusura dei cieli italiani alla Russia è da considerarsi l’ennesima minaccia al settore turistico internazionale italiano, già reduce delle conseguenze legate ai precedenti due anni di pandemia. Questo dato risulta particolarmente rilevante in quanto il turismo russo in Italia gioca ancora un ruolo protagonista, legato alla ricchezza di reddito del segmento.

L’impatto economico del turismo russo in Italia

Il segmento turistico russo è caratterizzato prevalentemente dai cosiddetti “big spender”. Questi sono principalmente riconoscibili dall’alto tenore di vita condotto, guadagnandosi così un posto unico nella categoria del turismo a 5 stelle. L’Italia d’altra parte, è considerata da sempre meta gettonata per la sua cultura e tradizione artistica e gastronomica. Si registrano infatti, milioni di turisti da ogni parte del mondo che annualmente decidono di visitare il nostro Paese, e la Russia non fa eccezione. Il turismo sovietico ha subito la notevole crescita del 5,3% in più rispetto al 2015, secondo le stime della Banca d’Italia.

Con una capacità di spesa giornaliera superiore al 65% rispetto agli altri turisti stranieri e circa un miliardo e 328 milioni di euro per quanto riguarda i pernottamenti russi in Italia fino al 2014, la perdita di fatturato prevista, conseguente alla crisi ucraina, è pari a 20 milioni di euro. Questo dato risulta particolarmente preoccupante in confronto alle statistiche relative al 2019. Per quanto riguarda quell’anno infatti, sono stati registrati circa 1,7 milioni di soggiorni russi in Italia e 5,8 milioni di presenze. La speranza di ripresa oggi era legata, secondo il comparto dei servizi ricettivi, alla vantaggiosa apertura delle frontiere anche a turisti possessori di solo green pass di base a partire dal 24 aprile 2022. Secondo gli ultimi aggiornamenti tuttavia, la mancata presenza dei visitatori russi contribuirà notevolmente a creare un impatto negativo, soprattutto per quanto riguarda il periodo delle vacanze di Pasqua. Sarà dunque necessario prestare attenzione alle prossime svolte per individuare nuove possibili strategie di rinascita del settore.

Lara Luciano

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