Cinema

“Tutte lo vogliono”, “Da Nando er Saracca” la cena di Brignano

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“Io sono sicuro che la donna giusta esiste: dolce, tenera e capace di arrossire.” Orazio è Enrico Brignano. Del poeta latino delle satire ha solo il nome, è uno sciampista per cani. “Tutte lo vogliono“, stasera in tv la commedia degli equivoci, dei doppi sensi, dei meno casti pensieri. Dove tutte vogliono la stessa cosa. Ma non sarà il principe azzurro…

“La donna giusta è quella che te la dà. La stima, risponde Orazio, all’acuta domanda ‘cosa?’. L’arte della toletta lo porta ad inventarsi il mestiere di videomaker. Tra una rasatura e un imbelletto, gira filmini che hanno per protagonisti gli animali; la versione romana e sconsacrata di Marcello Fonte di “Dogman“, che va in giro al volante di un furgoncino con il muso di cane per cofano. Un omaggio al film “Scemo e più scemo” con Jim Carrey e Jeff Daniels. Ad un tratto lui diventa un sex-simbol, come in “American Gigolò“. Ovviamente, con il volto e il corpo di Brignano. Lui che in auto siede accanto a un orango col quale parla da uomo vissuto. E via a raccontare allo scimpanzè, come quello del Crodino, di come le donne siano capaci di fingere l’orgasmo.

La toletta da ululo

Mister Orazio, ‘il tolettaro’. Solo il nome di battesimo gli resta di delicatamente lirico, il resto richiama prodezze da enciclopedia. Lavora per un maghrebino appassionato di soap opera. Rinchiuso a soffiare peli, nella toletta di Largo Giovanni ChiariniRoma, inaspettatamente, in fatto di sesso non ha niente da imparare. Nel film assisteremo a grandi bevute, e grandi mangiate per OrazioBrignano, poi dagli arrosti si passa ai roventi appetiti, agli eroismi in amore. Chiara (Vannessa Incontrada) è una “food designer”, rende il cibo attraente, bello da guardare. La sua famiglia vive nella splendida Villa Aurelia al Gianicolo, situata in Largo di Porta San Pancrazio. La sua non completezza durante i rapporti con il compagno Raffaello (Giulio Berruti), ‘l’anorgasmicità’, la porta, non si capisce bene come, in contatto con il guru del sesso: tra limature, depilazioni, rasature, Orazio diventa il re ‘dell’ambiguità’. “Se la raso tutta mia madre mi ammazza”, dice la giovane cliente parlando con il mago del pelo e contropelo.

Il furgone, metà animale, sarà parcheggiato davanti la trattoria “Da Nando Er Saracca”, la sera del primo appuntamento tra Orazio e Chiara. In realtà è la Trattoria Antico Falcone in Via Trionfale 60 a Roma. All’interno del locale alcuni cartelli segnalano i piatti serviti, tra questi i “rigatoni alla nasona”, tipici ed esclusivi del ristorante. Per poi dopo la cena, rifugiarsi in Largo Vittorio Gassman, davanti l’ingresso del Bioparco. I titoli di testa di “Tutte lo voglionostasera in tv, si rifanno alla canzone della pigiatura dell’uva de “Il bisbetico domato” con Celentano (1980), con un arrangiamento di “Brown Girl in the Ring“.

Ti tosa e osa

Alessio Maria Federici, regista del film del 2015, si è divertito con i doppi significati, a ‘un pelo’ dall’hard. Come nessuno aveva mai osato narrare prima. Equivoci che coinvolgeranno anche delle povere suore, e tutta la cappella: “Se scorci il prato, il tronco rimane più grosso”. Con il loro pappagallo che sul più bello imprecherà, proprio in convento, adibito al Tempio Valdese di Piazza Cavour. “La solitudine è faticosa”: è un pensiero puro e candido di Orazio, tra mille pose, acrobazie e un GPS, ovvero “generoso partner sessuale”. Perché la disinibita amica (Ilaria Spada) partecipante al gruppo terapeutico frequentato da Chiara, consiglia di provare a risolvere il ‘problema’ con un gigolò. Una serie di malintesi porteranno la donna a convincersi che il ‘GPS’ da lei cercato è il maldestro Orazio. “Dove riceve?“. Ma che riceve…non è mica un medico no? Viene lui da te!. Così, tutte, sincere, mistificatrici, maestri spudorati, o imbranati nel peccato, chiunque potrà sciogliersi con questo compiacente professionista. Anche solo in una gran risata.

Federica De Candia per Metropolitan magazine

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