Un capo diventato iconico che nasce già negli anni ’50: la ringer tee è diventata un modello iconico negli anni ’70, e quest’anno l’abbiamo vista indosso anche a Topo Gigio (che si sa, quando si parla di tendenze, è sempre uno ben informato). La maglietta con bordi, colletto e maniche a contrasto sta rivivendo il suo periodo d’oro non solo grazie a Lucio Corsi: a dircelo è anche l’economia attuale.
Cos’è una ringer tee e perché è tornata di moda?

È in realtà un capo semplicissimo: a differenza di una normale t-shirt, oltre ai bordi in contrasto solitamente presenta una scritta o un disegno stampato al centro. Negli anni ’70 è diventata una vera e propria icona anche grazie al cinema e ai film cult come Dazed & Confused. Simbolo del movimento giovanile e delle controculture, questo capo è diventato iconico perché indossato con orgoglio da musicisti, artisti e attivisti. Nonostante la sua semplicità, si è rivelato accentratore di un fascino di massa: essendo così riconoscibile, versatile e pratico come una normale T-shirt, permetteva di dare poi spazio a fantasie e combinazioni varie.
Hanno poi rivisto un momento di gloria nei primi anni 2000, grazie a icone di stile come Paris Hilton o film simbolo come Mean Girls. E ora, negli anni 20 del 2000, le rivediamo protagoniste. Infatti, erano presenti già nelle passerelle di brand come Celine Homme per la primavera del 2023 e in quella uomo Primavera 2024 di Courrèges, oltre alle collezioni prêt-à-porter di Dries van Noten e Thom Browne. Sono simbolo di tempi spensierati, di anni di ribellione e di lotte di classe. E poi, sono perfettamente abbinabili a praticamente tutto: dai jeans, ai blazer, sono perfette con qualsiasi capo in denim.
Marianna Soru
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