Lo sappiamo tutti, cinefili e non, che i cortometraggi siano da tempo tra le opere cinematografiche più innovative, intense e artisticamente audaci del cinema. Dominano i circuiti dei festival come Cannes e Venezia, conquistando premi, elogi e prestigio, ma dopo il loro breve momento di notorietà, spesso diventano difficili da reperire per il pubblico. Alcuni possono finire su YouTube o essere nascosti in angoli remoti di piattaforme più grandi, ma finora non esisteva uno spazio dedicato ai cortometraggi, un luogo che non solo li celebrasse, ma li rendesse anche facilmente reperibili. Almeno fino ad ora. Nasce infatti una piattaforma, Rover, che dà spazio proprio a loro: i cortometraggi. Vediamo insieme cosa cambia nel mondo dello streaming.

Rover, che cos’è?

Lanciata nel novembre 2025 dal fondatore australiano Alec Green e dai co-fondatori Jack Zimmerman e Will Gibb, la piattaforma streaming chiamata Rover propone sia i cortometraggi sia le sue schede tecniche. Dunque abbina un catalogo di cortometraggi, tra cui vincitori della Palma d’Oro a Cannes e del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival, a tutte le informazioni necessarie agli aspiranti registi per svelare i segreti del processo creativo. “Piattaforme come Mubi o Criterion sono fantastiche per guardare film”, afferma Zimmerman. “Noi ci concentriamo su ciò che sta alla base, sul processo stesso.”

ogni film su Rover è accompagnato dalla sceneggiatura, da una descrizione tecnica delle attrezzature e delle telecamere utilizzate e, forse ancora più importante, da una registrazione in formato podcast del regista, in cui approfondisce il percorso di sviluppo del film, la strategia per i festival e altri aspetti interessanti, come la regia di attori non professionisti o il lavoro con i bambini. “È essenzialmente come essere seduti nella stessa stanza con il regista”, afferma Green. Gli utenti possono cercare per anno, paese, festival e genere per trovare il cortometraggio che desiderano proiettare; il catalogo di Rover, accuratamente selezionato, ne comprende attualmente 55, con opere interpretate da talenti come Emma D’Arcy e Lux Pascal e prodotte da Luca Guadagnino, Patty Jenkins, Matt Damon e Ben Affleck.

Dall’Australia un nuova era

Tutti e tre i fondatori di Rover sono aspiranti registi e l’obiettivo principale della creazione della piattaforma era quello di realizzare “qualcosa che avremmo davvero voluto usare”, spiega Green. Laureato all’Australian Film Television and Radio School, l’idea di Rover è nata circa due anni fa, quando sentiva continuamente dire che i cortometraggi erano la porta d’accesso al settore, eppure era incredibilmente difficile accedervi. “Si sente parlare di un cortometraggio presentato in anteprima al Sundance o a Cannes, poi se ne parla per una settimana e poi scompare”, dice. “Se sei fortunato, conosci qualcuno che conosce qualcuno che ha un link al film. Ma altrimenti, solo una piccola percentuale dei film finisce effettivamente online. C’è questa vera barriera che impedisce di vedere i lavori che stanno plasmando il settore”. 

Rover mira a risolvere questo problema, fornendo al contempo ai registi una piattaforma che garantisca una “distribuzione significativa del loro film”, afferma Green. “Passi tre anni a lavorare su un cortometraggio, mettendoci tutto il tuo impegno, e poi ti ritrovi a dire: ‘L’ho caricato su YouTube e ha ottenuto 60 visualizzazioni'”, scherza.

Il catalogo

Il catalogo di Rover è composto sia da film che Green e i suoi co-fondatori ricercano, sia da opere inviate dagli utenti. La selezione dei contenuti è fondamentale per Rover: pur puntando a un catalogo solido, il team si concentra sulla sua costruzione graduale e accessibile, garantendo che i contenuti offrano spunti di apprendimento. “Non volevamo creare una piattaforma in cui, una volta entrati, si trovassero immediatamente 300 cortometraggi”, spiega Green.

Per acquisire i cortometraggi, il team paga una licenza per un periodo di tempo definito o, se il film non è già disponibile online, una tariffa fissa. (A differenza di YouTube, l’approccio a pagamento, incentrato esclusivamente sui cortometraggi, permette ai registi “di sentire che il loro film viene apprezzato e rispettato, e non solo visto passivamente”, afferma Green.) Con la continua crescita dell’azienda, un altro obiettivo chiave è quello di rendere Rover una piattaforma in grado di supportare finanziariamente i registi e di rendere “i cortometraggi un’attività redditizia, e non solo un processo che genera debiti”, conclude Green.

Per il futuro del cinema

Sebbene l’industria cinematografica sia spesso considerata un ambiente dominato da reti informali e circoli ristretti, finora il team di Rover non ha incontrato alcuna resistenza da parte di registi restii a condividere i propri segreti. Al contrario, si percepisce la sensazione di contribuire al successo della prossima generazione di cineasti e studenti di cinema. “L’aspetto più entusiasmante per noi è che i cineasti siano disposti a condividere il loro processo creativo. Non è qualcosa che l’industria ha tradizionalmente incoraggiato”, afferma Green. E, come aggiunge, se si è al di fuori di quel mondo, “è molto difficile accedervi a meno che non si spendano cifre enormi in lezioni”. (Gli abbonamenti a Rover sono pensati proprio per questo, a partire da 4,99 dollari al mese).

Doriana Gatta