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Twitter e l’offerta da 43 miliardi lanciata da Elon Musk

Elon Musk, il celebre imprenditore della Tesla e di SpaceX nonché uomo più ricco del mondo, è protagonista nella battaglia di investitori per Twitter, il social network fondato a San Francisco. “Se la mia offerta avrà successo, il compenso del consiglio di amministrazione sarà 0 così salviamo tre milioni di dollari” dichiara Musk senza battere ciglio.

Perché Elon Musk vuole comprare Twitter?

“Libererò il suo potenziale inespresso” spiega l’imprenditore, ribadendo la sua migliore e ultima offerta per l’acquisto del social network.

Il motivo dietro l’entusiasmo di Musk sarebbe legato ad un progetto che renderebbe Twitter migliore e aggiunge: “Ho investito in Twitter perché credo possa diventare la piattaforma della libertà di parola in tutto il mondo, e credo che la libertà di parola sia un imperativo per il funzionamento della democrazia”.

Twitter e la “pillola avvelenata”

La risposta di Twitter è stata la cosiddetta “pillola avvelenata” (poison pill). Si tratterebbe di un sistema grazie al quale una volta superato il limite del 15%, sarebbe attivata l’assegnazione sul mercato di nuove azioni agli altri soci, in modo da sterilizzarne la crescita. Grazie a questo meccanismo sarà possibile tenere sotto controllo le possibilità di Elon Musk di incrementare la sua partecipazione nella società.

L’alternativa all’offerta di Musk

Mentre il Wall Street Journal diffonde news riguardo un probabile rifiuto dell’offerta di Musk da parte di Twitter, nuove società di private equity continuano a farsi avanti sul campo, come nel caso della tecnologica Thoma Bravo e del gigante Apollo Global Management che stanno attualmente valutando la possibilità di fare un’offerta. Sarà un’alternativa migliore di quella di Musk?

Lara Luciano

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