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Ucraina: catturati missili anticarro italiani, intanto l’Europa invia armi a Kiev

Sono stati catturati dei missili anticarro italiani nel Donetsk, in Ucraina, come fa sapere l’ambasciata russa in Italia. Intanto Volodymyr Zelensky non è “del tutto sicuro” che il presidente russo Vladimir Putin sia ancora vivo e che sia lui a prendere le decisioni in Russia. L’Europa si prepara ad inviare armi a Kiev.

Catturati missili anticarro italiani in Ucraina

Ucraina: catturati missili anticarro italiani, intanto l'Europa invia armi a Kiev
Una delle immagini pubblicate su Facebook dell’ambasciata russa a Roma, che mostra un dettaglio del numero di serie di un’arma in cui si legge “Oto Melara La Spezia – Italy”

“I missili anticarro ‘Milan’ di fabbricazione italiana catturati al nemico aiutano i difensori della Repubblica Popolare di Donetsk a combattere i neonazisti ucraini. Almeno quest’arma è in buone mani”. Queste le parole del nuovo post dell’ambasciata russa a Roma, che su Facebook pubblica alcune foto a corredo, tra le quali un dettaglio (come si vede nell’immagine) del numero di serie di un’arma in cui si leggeOto Melara La Spezia – Italy“. “Nel frattempo secondo i dati dell’Europol molte armi della Nato fornite al regime di Kiev finiscono sul mercato nero e vengono rivendute alle organizzazioni criminali in Europa e altrove”, aggiunge ancora l’ambasciata.

Intanto Volodymyr Zelensky, durante il suo intervento in videocollegamento al Forum economico di Davos esprime i propri dubbi mostrandosi non “del tutto sicuro” che il presidente russo Vladimir Putin sia ancora vivo e – rispondendo ad una domanda in merito ai colloqui di pace – afferma: “Non capisco bene con chi parlare e di cosa. Non sono sicuro che il presidente russo, che a volte appare contro il chroma key, sia davvero lui“. Non si è fatta attendere la replica del Cremlino: “La Russia e Putin esistono ed esisteranno e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe rendersene conto il prima possibile per il bene del suo Paese”, ha detto il portavoce Dmitry Peskov.

Ucraina, l’Europa fornisce nuove armi a Kiev

Tornando sul fronte armi, il premier svedese Ulf Kristersson ha annunciato che “la Svezia fornirà a Kiev sistemi di artiglieria a lungo raggio Archer, proprio nel giorno in cui, sin dal mattino, è scattato in tutta l’Ucraina l’allarme antiaereo”, secondo quanto ha riferito il capo dell’amministrazione militare di Leopoli, Maksym Kozytskyi. Annuncio che ha provocato la reazione di Mosca. “Le forniture di nuovi armamenti all’Ucraina da parte dell’Occidente possono infatti portare il conflitto ad un nuovo livello“, avverte iPeskov citato dalla Tass.

Anche il Regno Unito invierà all’Ucraina 600 missili Brimstone, ad annunciarlo il ministro della Difesa britannico Ben Wallace durante la sua visita in Estonia. “Oggi posso dire che invieremo anche altri 600 missili Brimstone sul teatro, che saranno incredibilmente importanti per aiutare l’Ucraina a dominare il campo di battaglia”. Inoltre, il ministro britannico ha ribadito che l’impegno di Londra, e degli altri Paesi Nato, al fianco di Kiev è “a lungo termine”:

“Siamo qui oggi e saremo domani a Ramstein per rendere molto chiaro al presidente Vladimir Putin che continueremo a donare, continueremo ad addestrare e continueremo a sostenere l’Ucraina”, ha detto Wallace dall’Estonia riferendosi alla riunione di oggi del gruppo di contatto dei Paesi che sostengono Kiev nella base militare americana di Ramstein, in Germania. “Pianificheremo per quest’anno, per il prossimo anno, l’anno successivo e oltre, siamo impegnati a lungo termine”, ha aggiunto Wallace, insieme al fatto che “nel 2023 si deve trasformare l’iniziativa delle forze di Kiev nel respingere l’invasione russa in conquiste territoriali con lo scopo di ricacciare le truppe di Mosca dall’Ucraina e ripristinarne la sovranità”.

Catturati missili italiani nel Donetsk. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel arriva a Kiev “per discutere di tutti gli aspetti della cooperazione

Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo, è arrivato a Kievper discutere di tutti gli aspetti della cooperazione“. “Che il 2023 sia l’anno della vittoria e della pace” – ha annunciato lui stesso su Twitter – postando la foto di un abbraccio con Olga Stefanishyna, vice primo ministro per l’integrazione europea ed euro-atlantica dell’Ucraina.

Sempre su Twitter si legge ciò che ha scritto il consigliere della presidenza ucraino, Mykhailo Podolyak: La vera leadership consiste nel dare l’esempio, non nell’ammirare gli altri. Non ci sono tabù. Da Washington a Londra, da Parigi a Varsavia, si dice una cosa: l’Ucraina ha bisogno di carri armati. Carri armati: la chiave per porre fine alla guerra in modo appropriato. È ora di smettere di tremare davanti a Putin e fare il passo finale”.

E poi ancora Michel, parlando alla Rada ucraina a Kiev:

“L’Ucraina è l’Ue e l’Ue è l’Ucraina. E non dobbiamo lesinare gli sforzi per trasformare questa promessa il più rapidamente possibile in realtà. Sogno che un giorno, spero presto, un ucraino ricopra il mio posto di Presidente del Consiglio europeo, o di Presidente del Parlamento europeo, o della Commissione. Le prossime settimane e i prossimi mesi saranno decisivi. Avete bisogno di più. Più sistemi di difesa aerea, più missili a lungo raggio e munizioni e, soprattutto, avete bisogno di carri armati. Subito. E vi sosteniamo anche a livello internazionale, oltre i confini dell’Ucraina. Stiamo facendo di tutto per isolare la Russia. L’Unione europea ha adottato nove pacchetti di sanzioni molto severe e non finisce qui. Stiamo anche lavorando duramente per raccogliere il più ampio sostegno internazionale per il vostro Paese. In Africa, in Asia, in Cina e in America Latina, in ogni incontro con i leader stranieri, il sostegno al vostro Paese è la prima questione che solleviamo”

Situazione in Ucraina, le parole di Zelensky e la richiesta di armi

Zelensky, in collegamento con Davos, ha anche spiegato che “si stanno valutando diverse teorie” sulle cause della tragedia dell’elicottero del Servizio di emergenza ucraino che è caduto alle porte di Kiev provocando la morte di 14 persone, tra cui quella del ministro degli Interni ucraino. “L’indagine è in corso. Sono al vaglio diverse teorie e non sono autorizzato a parlare delle diverse ipotesi finché le indagini non saranno completate”, spiega il leader ucraino.

Come aveva detto il giorno precedente: “questo non è un incidente perché è dovuto alla guerra e la guerra ha molte dimensioni non solamente sul campo di battaglia. In guerra non ci sono incidenti, questi sono tutti risultati della guerra”.

Poi Zelensky ha ribadito, sempre durante il suo discorso al Forum economico, che intende riconquistare la Crimea – annessa dalla Russia nel 2014 – chiedendo ai partner occidentali di fornire più armi: “Il nostro obiettivo è liberare tutti i nostri territori. La Crimea è la nostra terra, il nostro territorio, il nostro mare e le nostre montagne. Dateci le vostre armi e riavremo la nostra terra”.

Successivamente ha criticato l’esitazione della Germania nel fornire i suoi moderni carri armati Leopard a Kiev, affermando che questa non è la “strategia giusta”. “Ci sono momenti in cui non bisogna esitare o confrontarsi. Quando qualcuno dice ‘darò i carri armati se anche qualcun altro li condividerà’ (…) Non credo che questa sia la strategia giusta da seguire”. Era un riferimento ad alcune indiscrezioni dei media secondo le quali Berlino consegnerà i carri armati Leopard solo se gli Stati Uniti invieranno i loro carri armati Abrams.

Intanto 4 civili sono rimasti feriti durante i bombardamenti russi del 18 gennaio nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale. Lo ha reso noto il governatore, Pavlo Kyrylenko, come riporta il Kyiv Independent. “I feriti – ha precisato Kyrylenko – sono stati segnalati ad Avdiivka, Khromovo, Ivanivskoye e Chasiv Yar. Non è possibile al momento determinare il numero degli eventuali feriti o vittime a Mariupol e Volnovakha, occupate dai russi”.

Ucraina, catturati missili italiani: lo spettro della guerra nucleare e il “mega pacchetto” di armi dagli Stati Uniti

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo e stretto alleato di Putin, Dmitry Medvedev, torna a parlare dello spettro della guerra nucleare in Ucraina alla vigilia della riunione del gruppo di contatto nella base militare di Ramstein, in Germania. “Domani, nella base Nato di Ramstein, i grandi capi militari discuteranno di nuove tattiche e strategie, nonché della fornitura di nuove armi pesanti e sistemi di attacco all’Ucraina”, ha scritto su Telegram.

“E questo subito dopo il forum di Davos, dove i frequentatori di partiti politici sottosviluppati hanno ripetuto come un mantra: ‘Per ottenere la pace, la Russia deve perdere’. E a nessuno di loro viene in mente di trarre la seguente conclusione elementare: la sconfitta di una potenza nucleare in una guerra convenzionale può provocare lo scoppio di una guerra nucleare”, sottolinea Medvedev. Aggiunge poi: “Le potenze nucleari non hanno perso conflitti importanti da cui dipende il loro destino. Ma questo dovrebbe essere ovvio per chiunque. Anche a un politico occidentale che abbia conservato almeno una traccia di intelligenza”.

Come riporta la Cnn – citando due fonti ben informate – “il nuovo mega pacchetto statunitense di aiuti militari all’Ucraina avrà un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di dollari”. Si tratterebbe di uno dei pacchetti più consistenti annunciati da Washington dall’inizio della guerra iniziata lo scorso febbraio. Non è ancora stato finalizzato, ma includerà per la prima volta i veicoli da combattimento Stryker. “I nuovi aiuti potrebbero essere finalizzati entro la fine della settimana”, si legge ancora sul sito dell’emittente americana.

Serena Pala

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