Secondo un post sul blog del motore di ricerca open source Anna’s Archive, un gruppo di hacker ha recuperato e pubblicato metadati da Spotify: il servizio streaming si è espresso a seguito di quanto accaduto.

Sulle pagine di Billboard si legge che un post sul blog del motore di ricerca open source Anna’s Archive ha attirato l’attenzione su un incidente nel quale un gruppo di attivisti antipirateria aveva recuperato “256 milioni di righe di metadati delle tracce e 86 milioni di file audio, da distribuire sulle reti P2P in torrent in blocco per un totale di circa 300 terabyte”. Anna’s Archive condivide principalmente libri e documenti e nega le accuse di pirateria poiché non ospita direttamente alcun file. Nel post si afferma che lo scraping rientra nella sua missione di “preservare la conoscenza e la cultura dell’umanità” e “creare un archivio musicale finalizzato principalmente alla conservazione.”

Fuga di dati da Spotify: la risposta della piattaforma

In un post su LinkedIn di Yoav Zimmerman, CEO/co-fondatore di Third Chair, una startup che utilizza l’intelligenza artificiale per creare strumenti legali per le aziende di media, teorizzato “chiunque ora può, in teoria, creare la propria versione personale gratuita di Spotify (tutta la musica fino al 2025) con spazio di archiviazione sufficiente e un server di streaming multimediale personale come Plex. Gli unici veri ostacoli sono la legge sul copyright e la paura di applicarla.” Il numero totale di file audio di Spotify supera quello indicato da Anna’s Archive. Nonostante ciò il commento di Zimmerman sottolinea che l’incidente potrebbe potenzialmente surclassare di gran lunga il più grande archivio musicale aperto precedentemente disponibile, MusicBrainz, che contiene circa cinque milioni di tracce uniche.

Anna’s Archive, che in genere si concentra su libri e documenti, ha affermato che il progetto fa parte della sua missione di “preservare la conoscenza e la cultura dell’umanità” e ha descritto lo scrape di Spotify come uno sforzo per “costruire un archivio musicale mirato principalmente alla conservazione.” Un portavoce del servizio di streaming musicale ha dichiarato sulle pagine di Billboard un aggiornamento arrivato negli ultimi giorni recenti: “Spotify ha identificato e disattivato gli account delgli utenti rei di aver effettuato scraping illegali. Abbiamo implementato nuove misure di sicurezza per questo tipo di attacchi anti-copyright e stiamo monitorando attivamente eventuali comportamenti sospetti. Fin dal primo giorno, siamo stati al fianco della comunità degli artisti contro la pirateria e stiamo lavorando attivamente con i nostri partner del settore per proteggere i creatori e difendere i loro diritti.”