“Un sacco bello” mitico esordio di Carlo Verdone usciva nel 1980 e il 19 gennaio compirà 40 anni.

E’ difficile provare la sensazione di una prima volta. Questa prima cercarla, inseguirla tenacemente, poi appena afferrata bisogna realizzarla, altro gradino arditamente insormontabile. Alla fine, inoltre, terza fase, tardiva, il ricordo che ha sedimentato in noi la priva volta se di cocente delusione o di efferato entusiasmo. Presentatasi la prima ipotesi è necessaria una seconda buona volta o magari una terza ma la tensione sale e la voglia scende. Mentre scaturita la seconda impressione si è già a metà dell’opera per un prosequio roseo. Il diciannove gennaio millenovecentottanta, quarant’anni orsono, usciva nelle sale l’opera prima di un giovane comico romano in ribalta televisiva, Carlo Verdone, un successo rivelatore di una carriera e un affetto da parte del pubbico straordinario. Il film era “Un sacco bello”.

Renato Scarpa e Carlo Verdone (Enzo) in "Un sacco bello" foto dal web. Un sacco bello
Renato Scarpa e Carlo Verdone (Enzo) in “Un sacco bello” foto dal web

Fu il grande Sergio Leone lungimirante a contattare il giovane Carlo Verdone, che lo divertiva molto in tv, a proporgli di realizzare un film ed a coadiuvandolo nella regia. Un David speciale, un Globo d’oro al miglior attore rivelazione e un Nastro d’argento al miglior attore esordiente sono stati i riconoscimenti per “Un sacco bello”, per una pochade a episodi dove si alternano tre figure mitologiche create dalla comicità dell’attore romano. Enzo, ragazzone trent’enne, solo e assolato, parvenu burino diretto in Polonia. Leo Nuvolone, giovane ingenuo mammone, diretto dalla genitrice a Ladispoli che incontra Marisol, spagnola, dando il via alla sequela di tormentoni Verdoneschi. “‘N che senso?”. E Ruggero Brega, hippye santone, tornato da una comunità in Umbria a Roma con la ragazza incontra il padre, il grandissimo Mario Brega col quale nascerà una delle scene antonomasia del cinema di Carlo Verdone. “Fascio a me?, a me fascio?”.

Carlo Verdone e Sergio Leone foto dal web. Un sacco bello
Carlo Verdone e Sergio Leone foto dal web

Un debutto che dopo Non stop, tutti auspicavano, tra Pasquale Festa Campanile, Adriano Celentano che gli proposero un ruolo per i loro film rispettivamente “Il corpo della ragassa” e “Asso” ma alla fine fu Sergio il pigmalione prescelto. Lo doveva dirigere Lina Wertmuller, lo doveva dirigere Steno, alla fine “Un sacco bello” l’ha diretto Carlo, ed è stato meglio così.

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