Cronaca

Un nuovo scandalo parentopoli colpisce Montecitorio

Un’assunzione fittizia, avances sessuali e le dimissioni di un sottosegretario. Il nuovo scandalo parentopoli che ha colpito Montecitorio si arricchisce di colpi di scena.

E’ una storia dai contorni alquanto sfocati, ma che poco a poco iniziano a delinearsi, quella dello scandalo (già noto come parentopoli) che si è abbattuto su Montecitorio dopo un servizio della trasmissione televisiva ” Le Iene”. In realtà, gli scandali sarebbero due, non uno, ma andiamo con ordine.

La denuncia è partita da una stagista, che ha raccontato alla trasmissione televisiva come funzionasse la questione. Da una parte troviamo quindi l’assunzione fittizia del figlio del Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi da parte di un altro deputato, Mario Caruso. Il deputato ha ammesso con la stagista che il figlio del sottosegretario Rossi sia stato assunto da lui come un “favore” al padre del ragazzo, e che lo stipendio in realtà venga pagato dallo stesso Sottosegretario Rossi al figlio, tramite il deputato Caruso. 

Tutto questo perché, come ha spiegato lo stesso Caruso, il Sottosegretario non avrebbe potuto assumerlo direttamente e quindi avrebbe chiesto a lui il “favore”. Una parentopoli che riporta in auge altri episodi accaduti in precedenza, che hanno coinvolto trasversalmente negli anni esponenti di tutto l’arco politico nazionale, da destra a sinistra.

Il sottosegretario ha smentito, come riporta l’agenzia Ansa: «Sono accuse infondate e lesive della mia persona. Insinuazioni che infangano, ancora una volta, la mia reputazione. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento, consultabile, conferma l’assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio». Il Sottosegretario Rossi si è comunque dimesso dall’incarico, rimettendo le proprie deleghe al Ministro.

Ma quanto detto dall’onorevole Caruso, e immortalato da una telecamera nascosta, non lascia adito a dubbi. Ma vi è una seconda metà dello scandalo, che rischia di passare in sordina rispetto alla parte sulla parentopoli. Il riferimento è alla denuncia della ragazza di aver avuto avances sessuali da parte dell’onorevole Caruso, avances provate da alcuni messaggi Whatsapp mostrati durante il servizio dalla ragazza. Inoltre, quest’ultima non riceverebbe alcuna retribuzione, quando è cosa nota che i parlamentari ricevano una somma mensile che servirebbe proprio a pagare i propri collaboratori. 

Come ha detto la Presidente della Camera Laura Boldrini, commentando la vicenda: «E’ chiaro che quanto è emerso dal servizio delle Iene è inaccettabile, vergognoso e imbarazzante per tutti». Ecco. Non c’è bisogno di aggiungere alcun commento.

Lorenzo Spizzirri

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