Cinema

“Una pura formalità”: Tornatore tra onirismo e suspense, stasera in tv

“‘Per non morire di angoscia o di vergogna, gli uomini sono eternamente condannati a dimenticare le cose sgradevoli della loro vita, e più sono sgradevoli più si apprestano a dimenticarle‘. E’ una frase sua mio caro Onoff. Lei deve aver commesso qualcosa di molto sgradevole, signor Onoff, per non riuscire a ricordare cosa ha fatto qualche ora fa“. Enigmatico, sibillino, drammatico, il noir targato Giuseppe Tornatore è una miscela di onirismo e suspense con echi polizieschi. La storia di uno scrittore tormentato, che lotta contro la sua stessa memoria, compagna di una vita, ora nemica insidiosa. Un rebus, un mistero, un racconto da ricomporre pezzo dopo pezzo come un puzzle di Ermetismo. “Una pura formalità” arriva stasera su Cine34.

Interpretato dal grande Gérard Depardieu (doppiato da Corrado Pani), affiancato da Roman Polański (Leo Gullolta), Sergio Rubini, Nicola di Pinto, Paolo Lombardi, “Una pura formalità” è una produzione italo-francese. Scritto e diretto dal famoso regista siciliano, il film, del 1994, è stato presentato in concorso al 47º Festival di Cannes. Ottiene numerose candidature, vincendo un David di Donatello, un Nastro D’argento e un Globo D’oro. Il quarto film di Tornatore nasce sotto il segno dell’ambiguità: la patina poliziesca-thriller di un allucinato dramma notturno, si palesa nel suo svolgersi tormentato per ciò che non è. La narrazione procede in bilico “sulla corda pazza dell’assurdo”, sfidando il confine tra fantasia e realtà, tra vero e falso. Volubile illusione, salda nelle immagini e nei suoni. A firmare la fotografia Blasco Giurato, le musiche, Ennio Morricone.

“L’anomalo regalo di una notte infinita, una notte completamente insonne”

Così Giuseppe Tornatore dichiarava in un’intervista del 1994, circa la nascita di “Una pura formalità”.

“Una pura formalità”, trama e cast

Uno sparo nella notte. Un uomo in fuga sotto una pioggia dirompente e incessante. Un comando di polizia sperduto tra le campagne, un interrogatorio. Su una parete, un orologio senza lancette, l’acqua piovana che penetra dal soffitto. L’uomo si oppone ai gendarmi che non vogliono lasciarlo andare e devono faticare per sedare la sua aggressività. All’arrivo del commissario (Roman Polański), questi gli spiega che deve trattenersi solo per una pura formalità, spiegandogli poi che quella notte, nei dintorni, “è stato commesso un assassinio”. Alle prime domande lo straniero si presenta come Onoff (Gérard Depardieu), scrittore di fama, amato dallo stesso commissario che conosce ogni sua opera a memoria. Ma inizialmente non lo riconosce, senza barba e con i capelli corti.

Lo scrittore cita dei passi delle proprie opere ed il commissario si convince della sua identità. Nella contraddittoria deposizione, ammette di aver passato la notte nel casale con Daniela Febbraio, la sua agente. Approfittando dell’assenza della luce Onoff stordisce un giovane agente (Sergio Rubini) e si cala dalla finestra, ma, dopo esser incappato in una tagliola, viene ricatturato. Di lì a poco si scopre che in realtà Onoff è un trovatello di nome Biagio Febbraio. E’ stato sposato due volte e la donna con cui ha trascorso le ultime ore è la seconda ex moglie, Paola (Maria Rosa Spagnolo). Il commissario gli mostra delle fotografie trovate nel suo casale e che lui cercava da tempo. Onoff vi riconosce volti e nomi della gioventù ed è colto da una terribile visione di se stesso..

Arianna Panieri

seguici su FacebookInstagramMMI

Adv
Adv
Back to top button