Scienza Politica in Pillole è una rubrica che vuole dare a tutti gli strumenti per comprendere al meglio il mondo istituzionale che ci circonda: iniziamo con l’Unione Europea.

Ciao a tutti! Buonasera e benvenuti a:

Scienza Politica in Pillole!

Io sono Maria e forse mi conoscete per la mia rubrica horror del Venerdì, ma il sangue e le frattaglie non sono la mia sola passione. Ecco quindi un viaggio, non proprio entusiasmante, ma sicuramente importante, nell’Unione Europea.

Cos’è L’Unione Europea:

L’Unione Europea, abbreviata UE, è la federazione delle Nazioni dell’Europa Centrale.

Il fulcro dell’UE è costituito dagli Stati membri, ossia i 28 paesi che appartengono all’Unione, e dai loro cittadini. La caratteristica unica dell’UE è che questi paesi, pur conservando la propria natura di nazioni indipendenti e sovrane, hanno unito le loro «sovranità» per accrescere le proprie dimensioni e trarre vantaggio dalla maggiore forz così acquisita. Nella pratica, mettere insieme le sovranità significa che gli Stati membri delegano alcuni dei loro poteri decisionali a istituzioni comuni da loro stessi create, in modo che le decisioni su questioni specifiche di interesse generale possano essere prese democraticamente a livello europeo. L’UE quindi si trova a metà strada tra il sistema compiutamente federale proprio degli Stati Uniti e il sistema di cooperazione intergovernativa non vincolante che caratterizza le Nazioni Unite.

Le premesse:

Fino a pochi anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l’attività politica e statale era ancora basata quasi esclusivamente sulle costituzioni e legislazioni nazionali. Queste erano le sole politiche che vincolavano i cittadini, rendendo lo stato SOvrano di sè stesso.

Poi il declino sia economico politico del vecchio continente post-conflitto mondiale ha creato le premesse per un rinnovamento. Così è nata l’idea di un nuovo ordine europeo.
Gli sforzi di unificazione europea del dopoguerra riflettono l’immagine sconcertante e assai poco trasparente di organizzazioni complesse. Coesistono così, senza un reale collegamento tra loro, organizzazioni quali l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del Nord (North Atlantic Treaty Organisation, NATO), il Consiglio d’Europa e l’Unione europea. Per questo motivo (che approfondirò in seguito) è difficile comprendere a pieno cosa comporti effettivamente far parte dell’Unione Europea

Ma non tutto è caotico come sembra. La diversità del panorama europeo appare però strutturata se si considerano gli obiettivi che si celano dietro alle diverse organizzazioni.
Sì ci sono un sacco di sigle quando si parla di UE, e tutte rappresentano un gruppo di associazione tra nazioni, ognuno con uno specifico scopo.

Soprattutto, la nascita dell’UE ha alla base una serie di associazioni tra Stati Nazione le cui premesse erano diverse, ma portavano comunque verso una volontà di organizzare i paesi in un’unica entità sovranazionale. Per semplificare, organizziamo parte di queste associazioni in tre fasi.

1. Le organizzazioni euro-atlantiche: OCSE e NATO

Tali organizzazioni sono sorte dal patto di alleanza concluso dopo la seconda guerra mondiale tra gli Stati Uniti d’America e l’Europa. Non è pertanto un caso se la prima organizzazione del dopoguerra, venne creata su iniziativa degli Stati Uniti. Parliamo dell’Organizzazione per la cooperazione economica europea (OECE), fondata nel 1948. Sappiamo che già dal 1947 si sollecitava gli Stati europei a unire i loro sforzi nell’opera di ricostruzione economica (celebre il discorso dell’allora ministro statunitense degli Affari esteri; in seguito con l’omonimo Piano “Marshall” gettò le basi di una ricostruzione rapida
dell’Europa occidentale).

L’OECE decise negli anni Sessanta di estendere il campo di azione anche al terzo mondo tramite gli aiuti allo sviluppo.L’organizzazione divenne quindi la moderna OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), che oggi conta oltre 35 membri. Si tratta perciò di un’organizzazione incentrata sullo sviluppo dell’economia degli Stati Membri.

NATO e Unione Europea:

Diverso è il discorso della NATO. La NATO nasce nel 1949, sotto forma di patto militare dell’Europa con il Canada e gli Stati Uniti. La NATO ha come scopo la difesa e l’assistenza collettiva, fondamentalmente ricalcando lo schieramento del Blocco Atlantico. È stata concepita come una sorta di cintura di sicurezza globale progettata per frenare l’influenza dell’Unione Sovietica. Tuttavia dopo la caduta della «cortina di ferro» nel 1989 e il successivo crollo dell’Unione Sovietica, la NATO ha dovuto cambiare. Infatti è diventata più un’organizzazione per la gestione delle crisi e la promozione della stabilità.

La NATO non include solo gli stati dell’UE ma anche altri come gli USA e la Turchia. Lo scopo è, reduce dal background della Seconda Guerra Mondiale, principalmente incentrato sulla gestione dei conflitti.

2. Consiglio d’Europa e OSCE

La prerogativa di questo secondo gruppo è di essere principalmente composto da organizzazioni prettamente europee. Al contrario della NATO quindi, non necessitano di “alleati” esterni in quanto non hanno scopi difensivi ma prettamente di sviluppo per gli stati membri. Questa caratteristica è riproposta nella loro stessa struttura prevista in modo tale da consentire a quanti più Stati possibile di cooperarvi. Lo scopo dovrebbe quindi essere la tradizionale cooperazione interstatale.

Abbiamo quindi il Consiglio d’Europa, fondato nel 1949 e che include tutti gli stati dell’UE. Nello statuto non vi è alcuna indicazione circa la volontà di creare una federazione o un’unione, né circa un eventuale trasferimento o esercizio in comune di elementi della sovranità nazionale. Il Consiglio ha come regola il prendere decisioni su ogni questione all’unanimità. Ciascuno Stato può pertanto opporre il veto all’adozione di una decisione. Quindi anche il Consiglio d’Europa è un organismo di cooperazione internazionale.

Sotto la sua egida ci sono state varie convenzioni in campo economico, culturale, politico-sociale e giuridico. Famosa è la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (o CEDU). Tale convenzione ha permesso la salvaguardia dei diritti dell’uomo negli Stati membri. Ma come? Ha istituito un sistema di garanzie giuridiche che conferiscono agli organi istituiti dalla convenzione dei diritti.

Ma cosa significa? Innanzitutto con “convenzione” si intendono organi come la Commissione europea dei diritti dell’uomo e la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Con “diritti” intendiamo che si ha il potere di condannare, nel quadro delle sue disposizioni, le violazioni dei diritti dell’uomo negli Stati membri. Un grande passo per i diritti umani.

Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa:

A tale gruppo appartiene anche l’Organizzazione per la sicurezza e la co- operazione in Europa (acronimo OSCE). L’OSCE, attualmente composta da 57 paesi, è vincolata ai principi e agli obiettivi definiti dall’Atto di Helsinki del 1975 e dalla Carta di Parigi del 1990. Tra tali obiettivi si propone la promozione di misure specifiche per creare un clima di fiducia tra gli Stati membri, ma non solo. Si prepone anche la realizzazione di una «rete di sicurezza» destinata ad appianare eventuali conflitti con mezzi pacifici.

L’OSCE è quindi un organo di sovranazionale che serve al mantenimento della pace. Mentre il Consiglio Europeo si concentra sui diritti dell’Uomo.

3. L’Unione Europea:

Arriviamo al nocciolo della questione.

L’Unione europea (UE) è anch’essa un organismo sovra-nazionale, ma peculiare. Si distingue dalle associazioni internazionali tradizionali di Stati perchè riunisce a sè gli Stati Membri tramite una specifica misura. Al suo interno i membri hanno rinunciato a una parte della loro sovranità a favore dell’Unione Europea. Di conseguenza hanno conferito a quest’ultima poteri che le sono propri, indipendenti dagli Stati membri. Svolgendo i suoi compiti essa usa questi poteri; per questo l’UE è in grado di emanare atti giuridici europei di efficacia pari agli atti sovrani nazionali.

Tutto nacque dalla necessità, nella seconda metà del 1900, di una unificazione dell’industria carbosiderurgica europea in una Comunità europea del carbone e dell’acciaio. L’iniziativa storica voleva favorire un’«Europa organizzata e vitale», «indispensabile per la civiltà» e senza la quale «non può essere salvaguardata la pace mondiale».

La CECA e il Trattato di Maastricht:

Da qui si istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). La durata della CECA era limitata a cinquant’anni dopo i quali è stata «integrata» nella Comunità europea. Alcuni anni più tardi, gli stessi Stati istituirono, anche la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea per l’energia atomica (CEEA o Euratom), che dettero il via alle loro attività con l’entrata in vigore di trattati a partire dal 1958. Queste sono associazioni con precisi motivi storici: infatti nascono per appiattire i conflitti tra Germania e Francia dopo i conflitti mondiali, facendo leva sulla comune necessità di energia e materia prima.

La creazione dell’Unione europea attraverso il trattato di Maastricht ha segnato una nuova tappa nel processo di unificazione politica dell’Europa. Esso si può definire l’atto costitutivo dell’Unione europea, seppur non conclusivo.

L’Unione europea non era subentrata alle Comunità europee con l’obiettivo di sostituirle, ma per radunarle sotto un tetto comune, assieme a nuove politiche e forme di cooperazione. Il suo scopo era quindi unificare le Organizzazioni Sovranazionali create sotto una nuova e unica politica di sviluppo comune.

Ciò ha portato, figurativamente, a fondare l’Unione europea su tre pilastri:

  • Il primo pilastro era costituito dalle Comunità europee: CEE (rinominata in CE), CECA (fino al 2002) e CEEA.
  • Il secondo pilastro era rappresentato dalla co- operazione tra gli Stati membri nella politica estera e di sicurezza comune.
  • Il terzo pilastro riguardava la cooperazione tra gli Stati membri nei settori della giustizia e degli affari interni.

La Costituzione Europea e l’Unione Europea:

Ma sappiamo tutti che nella pratica non è tutto rosea come nella teoria. Infatti le politiche pubbliche faticavano ad ingranare e l’Organizzazione non prendeva forma. Forse anche per un’abbassamento dell’interesse degli stati membri rispetto al post-conflitto mondiale. Ma c’era comunque un forte imperativo di cooperazione e una serie di obiettivi ad esso legati.

Un primo passo verso la realizzazione di questi obiettivi fu la redazione di una Costituzione Europea da parte della Convenzione sul futuro dell’Europa. La proposta di un «trattato che adotta una Costituzione per l’Europa», elaborata dalla convenzione, è sta- ta ufficialmente presentata al presidente del Consiglio europeo nel 2003 e adottata dai capi di Stato o di Governo a Bruxelles nel 2004 con vari emendamenti.

La Costituzione prevedeva il superamento dell’Unione europea e della Comunità europea, fino a quel momento coesistenti, con l’istituzione di una nuova e unica Unione europea, che doveva fondarsi su un unico trattato costituzionale. Quale comunità separata era destinata a rimanere la sola Comunità europea dell’energia atomica, strettamente legata però, come sino a oggi, alla nuova Unione europea. Queste spinte costituzionali sono però fallite nel processo di ratifica da parte degli Stati membri.

Il Trattato di Lisbona:

Dopo un periodo di riflessione di quasi due anni, si è riusciti nella prima metà del 2007 ad approvare un nuovo pacchetto di riforme. Da qui è stato varato un trattato modificativo che, in linea con i trattati precedenti (di Maastricht, Amsterdam e Nizza) apporta profonde modifiche ai precedenti trattati dell’Unione Europea. Queste modifiche furono effettuate per accrescere la capacità di azione dell’UE sia interna che verso l’esterno. Gli scopi erano quindi: rafforzare la legittimazione democratica e, in generale, per migliorare l’efficacia dell’azione dell’UE. Nasce quindi il Trattato di Lisbona.

Con il trattato di Lisbona l’Unione europea e la Comunità europea vengono fuse in un’unica Unione europea. Per quanto detto finora è più appropriato dire così che definire un’annessione della Comunità all’Unione.

L’Unione subentra alla Comunità europea e ne diviene erede. Il diritto dell’Unione rimane però caratterizzato da alcuni trattati fondamentali. Che vedremo nella prossima puntata!

Finisce qui la prima introduzione di:

Scienza Politica in Pillole!

approfodimento sull’Unione Europea

Io sono Maria e se volete sapere di più del mondo istituzionale che vi circonda, il Giovedì cercherò di darvi qualche informazione. A presto!

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