Cultura

Uova Fabergé, il lusso e la preziosità alla corte degli Zar di Russia

Un Uovo speciale per un anniversario speciale. Così Alessandro III di Russia decise di omaggiare nel 1885, in occasione dei loro 20 anni di fidanzamento, l’amata moglie. Il desiderio di un regalo unico e incredibilmente affascinante spinse lo Zar ad affidare al gioielliere di corte, Peter Carl Fabergé, il compito di creare quell’oggetto che aprirà la strada alla lunga serie di Uova Fabergé, considerate oggi uno tra i più incantevoli tesori del mondo.

La Storia di Fabergé e delle sue Uova

Nato a San Pietroburgo nel 1846, Peter Carl Fabergé seguì sin da giovanissimo le orme del padre, abile e noto gioielliere. Viaggiando per tutta Europa al suo fianco riuscì ben presto ad apprendere i più grandi segreti dei migliori orafi del continente; nel 1872 decise di stabilirsi definitivamente presso la storica Boutique di famiglia nella sua città natale. Alla morte del padre volle però ampliare la sua attività, trasformandola in breve tempo insieme al fratello Agathon da piccola realtà locale a fenomeno nazionale. Il punto più alto della carriera lo raggiunse quando lo Zar, affascinanto dalle sue magnifiche creazioni decise di nominarlo Orafo ufficiale dell’Impero, esaltando e riconoscendo l’eccellenza della sua arte.

Fu proprio Peter Carl ad essere incaricato da Alessandro III della realizzazione di un dono per l’Imperatrice in occasione dei loro 20 anni di fidanzamento, che ricorrevano durante il periodo pasquale. L’Uovo creato dal gioielliere, ricoperto da uno smalto bianco opaco, e contenente al suo interno un tuorlo d’oro, una gallina d’oro ed una copia in miniatura della corona imperiale con un rubino (purtroppo andata persa), aprì la strada ad una lunga tradizione che alla corte degli Zar di Russia continuerà fino al 1917.

La Tradizione Imperiale

L’abile orafo dopo la realizzazione del celebre dono commissionato dallo Zar, produsse ben 57 Uova di Pasqua. Costruite sempre con il famoso meccanismo matrioska, che permetteva di celare al loro interno sorprese legate alla simbologia dell’Impero, le uova vennero adornate con gemme e metalli preziosissimi. La tradizione tuttavia si trasformò in poco tempo in una vera e propria moda; l’élite europee rimasero infatti affascinate dalla bellezza di questi gioielli. Ne furono commissionate parecchie a partire dalla famiglia di industriali Kelch, che ne ordinò 12, a quella dei banchieri Rothschild. La produzione si arrestò però con la Rivoluzione d’Ottobre; infatti nel 1916 Fabergé, a causa della vittoria Bolscevica assistette alla nazionalizzazione della sua società per azioni, trovandosi costretto a fuggire.

Nonostante la morte del gioielliere però la fama e la bellezza delle uova rimane tutt’ora intatta. Le sue creazioni infatti sono state protagoniste di collane preziose, tra cui quella di Liz Taylor che scelse l’ovetto come ciondolo per il suo girocollo, ma anche di film come il tredicesimo episodio della saga 007 e del campione d’incassi Ocean’s Twelve. Uova nate come un dono unico e stravagante ma destinate a rimanere uno tra i più grandi patrimoni dell’umanità.

ELISA SCOPANO

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