Cultura

Urbino: le 5 tappe immancabili della città-meraviglia, patrimonio Unesco

ViaggiAmo oggi percorre le vie di una delle città più affascinanti d’Italia, un territorio che per secoli è stato punto nevralgico di arte e cultura dell’intera penisola. Andiamo, quindi, alla riscoperta di Urbino, città spesso associata a Raffaello, che vi nacque e che ne è ormai divenuto il simbolo.

Palazzo Ducale: la piccola città fortificata

Sicuramente da non perdere è la visita del Palazzo Ducale, per il quale l’idea di “palazzo” è sicuramente molto riduttiva. Fatto costruire a partire dal 1444 dal duca Federico da Montefeltro, questi lo ideò come una vera e propria città fortificata: l’obiettivo era quello di rendere il palazzo superiore per bellezza a tutte le altre residenze principesche d’Italia. Non era solo un modo di autocelebrare la propria potenza: voleva trasformare Urbino nella Città ideale di cui il Palazzo doveva essere l’espressione più elevata.

Palazzo Ducale, Urbino. PhotoCredit: dal web.
Palazzo Ducale, Urbino. PhotoCredit: dal web.

Furono diversi gli architetti che in 30 anni contribuirono a dare forma a questo monumento, centro storico della città marchigiana. Si susseguirono gli interventi di Maso di Bartolomeo, Luciano LauranaFrancesco di Giorgio Martini. Tra le testimonianze più belle di questa trentennale opera possiamo annoverare la Facciata dei torricini, forse il punto più fotografato di Urbino e Lo studiolo definito giustamente uno “scrigno di bellezza, di raffinatezza, di prospettiva…“.

La Galleria Nazionale delle Marche

E’ importante, però, sottolineare che il Palazzo Ducale vada necessariamente visitato in modo attento, con tutta la cautela che il luogo merita. Oltre, infatti, ad essere di per sé una maestosa costruzione di inestimabile valore storico, circa 80 sale del Palazzo ospitano la Galleria Nazionale delle Marche, che vanta la collezione di opere dal 1300 al 1600 (in prevalenza dipinti ma anche mobili, sculture, arazzi e disegni).

La Muta, Raffaello. PhotoCredit: dal web.
La Muta, Raffaello. PhotoCredit: dal web.

Tra quelle più famose ci sono lo splendido Ritratto di Gentildonna noto come la Muta di Raffaello, la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, oltre alla tavola con La Città ideale. Ci sono poi opere di Tiziano, Lorenzo Lotto, Federico Barocci, Guido Reni, Guercino e Orazio Gentileschi.

Urbino, la città di Raffaello: un percorso alla riscoperta dell’artista

Se, dunque, ci ritroviamo ad ammirare le splendide opere di Raffaello Sanzio, conservate presso il Palazzo, allora potremo voler ripercorrere i luoghi più significativi della vita del grande artista. Proprio ad Urbino, infatti, alla fine del ‘400 nacque uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, le cui opere ancora oggi sono ammirate come simbolo di bellezza universale. Dunque, tappa obbligata della città è la Casa di Raffaello.

All’interno della Casa si possono ammirare alcuni degli strumenti utilizzati per la creazione delle sue opere più famose, nonché alcuni dipinti di suo padre Giovanni e un affresco di Madonna realizzato congiuntamente dal padre e dal giovane Raffaello. Nel 1873, la Casa fu acquistata dall’Accademia Raffaello, dove quindi potremo concludere il nostro itinerario tutto dedicato al genio urbinate. 

L’Oratorio di San Giovanni

Luogo affascinante, chiuso tra le mura di una facciata novecentesca, è l’Oratorio di San Giovanni. Costruito nel 1416 e interamente affrescato dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino Marche, oggi è considerato tra i capolavori del “gotico internazionale”. All’interno dell’oratorio si possono ammirare la Crocifissione, la storia di San Giovanni Battista, da cui il complesso prende il nome, la Madonna dell’Umiltà e la Madonna con il Bambino in Trono.

Oratorio di San Giovanni, Urbino. PhotoCredit: dal web.
Oratorio di San Giovanni, Urbino. PhotoCredit: dal web.

Di grande impatto è sicuramente la Crocifissione, che copre tutta la parete dell’abside: gli occhi vanno alle tre croci, come vuole l’iconografia classica. Pian piano che ci si avvicina e si entra nei dettagli, ci si accorge di quanta umanità sia rappresentata in questa versione della Passione di Cristo. Disperazione e indifferenza animano la scena, trasportandola dalla realtà religiosa a quella terrena.   

Le “piole” di Urbino: il tratto distintivo della città

Il fascino della città marchigiana non si conclude con la visita dei monumenti storico-artistici più importanti del luogo. Già il poter percorrere a piedi gli stretti vicoli di Urbino diventa di estremo interesse. La città è infatti ricca di continui saliscendi e di strade a gradoni, chiamate “piole”, che la rendono davvero unica. Basta percorrere il centro cittadino a piedi per accorgersi di quanti livelli diversi sia stata costruita Urbino. Si rimarrà infine stupiti di quanto questa città sia in grado di apparire sempre nuova ai nostri occhi.

Martina Pipitone.

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