Nel novembre del 2025 Anna Kepner, ragazza che all’epoca dei fatti aveva 18 anni, è stata abusata sessualmente e uccisa su una nave da crociera. Il principale sospettato è Timothy Hudson, fratellastro sedicenne di Anna con cui condivideva la cabina. Inizialmente, a febbraio 2026, era stato stabilito che il ragazzo avrebbe affrontato il processo in qualità di minore. La gravità dei reati contestati, tuttavia, ha spinto un tribunale a stabilire ad aprile che Hudson dovrà essere processato come un adulto.

Anna Kepner vittima di violenza sessuale e asfissia: le dinamiche dell’evento

Nella prima fase Timothy Hudson, in quanto minore, era stato rilasciato in libertà vigilata in attesa del processo. Il sedicenne, inizialmente affidato allo zio materno, adesso è in custodia federale. È stato il giudice Edwin G. Torres a stabilire che il ragazzo non è più soggetto alle norme relative alla detenzione minorile. Quest’ultimo ha ordinato il trasferimento del sospettato al carcere della contea di Citrus e, successivamente, entro e non oltre il 10 luglio, al centro di detenzione Metro West della contea di Miami-Dade. «Il governo ha dimostrato, con prove chiare e convincenti, che nessuna condizione o combinazione di condizioni di rilascio può ragionevolmente garantire la sicurezza della comunità in futuro», ha affermato Torres.

L’accusa sostiene che Hudson si trovava a bordo della nave da crociera Horizon della Carnival Cruise Line, accompagnato da Kepner e altri membri della famiglia. Il medico legale che ha esaminato il corpo ha affermato che la ragazza era stata vittima di violenza sessuale e asfissia. Le ricostruzioni dell’evento stabiliscono che Kepner e Hudson erano saliti nella cabina che condividevano dalle 19:50 alle 23:20, circa. I pubblici ministeri hanno verificato che la frequenza cardiaca segnata dall’Apple Watch della ragazza si è interrotta proprio in quel frangente di tempo.

Perché Hudson verrà processato come un adulto?

Secondo il giudice, il presunto omicidio di primo grado e all’abuso sessuale aggravato «è di per sé sufficiente a richiedere la detenzione». «Un imputato ormai adulto, accusato sulla base di prove sufficienti di aver deliberatamente tolto la vita a una persona e di averla aggredita sessualmente nel corso dell’atto, rappresenta un pericolo per sé stesso e per gli altri che nessun coprifuoco, dispositivo di sorveglianza o misura detentiva può essere in grado di contenere con la dovuta fiducia», continua Torres. Il giudice, tuttavia, sottolinea che la decisione non rappresenta in alcun modo una condanna anticipata. «La presunzione di innocenza rimane intatta», ma la gravità delle accuse necessita di una misura contenitiva differente. Anche l’assenza di precedenti penali, in un contesto analogo, non rappresenta alcun tipo di certezza futura. Hudson si è dichiarato non colpevole delle accuse. Il processo che dovrà determinare l’eventuale colpevolezza dell’imputato è previsto per il prossimo settembre.

Stefania Cirillo