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USA: episodi di razzismo anti-asiatico contro gli anziani

Un anno di pandemia globale, un anno di narrazioni. La sinofobia è la paura o l’avversione verso le persone cinesi o, più in generale, asiatiche; ed è stata sfruttata e alimentata dai politici per “scaricare il barile” delle responsabilità nella gestione della pandemia. Si è parlato allora di “piccoli linciaggi” capaci di distrarre il pubblico dagli errori della gestione dei governi.
Non possiamo non citare Donald Trump, non solo per l’uso delle parole verso le persone asiatiche, ma soprattutto per le conseguenze che queste hanno avuto.
Il gruppo di difesa Stop AAPI Hate ha raccolto 2808 segnalazioni di episodi di razzismo anti-asiatico da marzo a dicembre 2020 negli USA.

Ondata di razzismo anti-asiatico

Delle 2808 segnalazioni: il 71% sono casi di molestie verbali, 21% casi di rifiuto ed elusione, il 9% sono aggressioni fisiche (dati).
Le persone prese di mira sono gli anziani e a perpetrare le violenze sono soprattutto i più giovani. È il caso dell’aggressione all’84enne di San Francisco: un diciannovenne ha spinto l’uomo thailandese a terra, uccidendolo. Si parla di attacco razziale, perché fin’ora non sono emersi altri motivi per il gesto.
A Oakland un altro anziano di 91 anni è stato spinto a terra (attenzione al video, può essere difficile da guardare), mentre a Brooklyn una donna cinese di 89 anni è stata data alle fiamme. Un 61 enne è stato ferito con un taglierino (la foto può urtare la sensibilità) sulla metropolitana di New York e in California una famiglia è stata insultata mentre era in un ristorante da un gruppo di trumpiani.

Gli attacchi e gli insulti sembrano provenire tutti dallo stesso schieramento politico, dai fan di Donald Trump, che ha sempre etichettato il coronavirus con il paese del primo contagio. La definizione “virus cinese” è deliberatamente usato per una narrazione d’odio. Trump si è sempre difeso affermando di “parlare della zona geografica”. “Virus cinese“, “Kung flu” e altri nomignoli hanno generato un forte sentimento di stigma verso gli asiatici e per questo condannate.

Razzismo, un vecchio “amico”

La pandemia ha fatto in modo che l’odio e la paura del diverso avessero un motivo di esistere. Gli Stati Uniti sono un terreno fertile per le ondate di razzismo, asiatico e non.
Il Time ha ricostruito, sotto diversi aspetti, la storia del razzismo anti-asiatico negli Stati Uniti.

Dal 1800 i lavoratori asiatici sono stati accusati di rubare il lavoro e di aggravare così l’economia americana. Verso la fine del secolo ci fu una vera e propria campagna mediatica contro l’immigrazione asiatica. Si servirono allora di un decreto anti-asiatici: il Chinese Exclusion Act (1882), che proibiva l’ingresso di lavoratori cinesi.
Negli stessi anni avvenne il massacro di 17 persone di origine asiatiche, a Los Angeles. Nessun colpevole venne indentificato, ma si racconta di una folla di 500 persone.
Dopo la seconda guerra mondiale l’immagine degli asiatici si è ulteriormente deteriorata. Le persone asiatiche hanno vissuto – e tutt’ora vivono – in un clima di tensione. Caso emblematico quello di Vincent Chin. Padre e figlio bianchi insultarono e picchiarono a morte Chin, dopo averlo scambiato per giapponese, causa, secondo loro, della crisi economica del settore automobilistico americano.

L’islamofobia colpì anche gli asiatici dopo l’11 settembre, in un lungo percorso di razzismo anti-asiatico che ha accompagnato gli ambiti economici e sanitari. La violenza visibie nell’ultimo anno si riscontra parte della storia passata e in parte la minaccia di una nuova malattia. In un quadro politico, senza entrare nel dettaglio, che ha visto USA e Cina sempre in conflitto.

Odio razziale in Italia:

Anche in Italia la narrazione politica ha sfruttato la paura generata dalla pandemia per trovare capri espiatori nelle loro comunità, facendo volutamente crescere un’ondata di sdegno e violenza nei confronti degli asiatici.

Simili attacchi sono accaduti anche nel nostro paese, tra vessazioni verbali – come il caso della coppia di turisti cinesi insultata per le strade di Firenze -, ma anche fisici. Ricordiamo la ragazza cinese aggredita con sputi e insulti sul treno da un gruppo di ragazzi o bambini ritirati da scuola per paura del contagio.

#StopAsianHate

Il 26 gennaio, poco dopo il suo insediamento, Joe Biden ha firmato un ordine esecutivo di denuncia e condanna verso il razzismo nei confronti degli asiatici.

Attori, stilisti e artisti vari di origine asiatica si sono esposte per parlare del razzismo anti-asiatici e sensibilizzare il loro pubblico. A postare con l’hashtag #StopAsianHate sono stati Michelle Lee, redattore capo della rivista Allure, il designer Phillip Lim e la influencer Tina Leung.
Eva Chen, responsabile del settore moda di Instagram, ha scritto: “C’è una ondata di odio contro gli asiatici che colpisce particolarmente le persone anziane. Perché pensano che gli asiatici non si ribellino, non protestino, non denuncino. Bene, questa asiatica eccessivamente supponente, salirà a urlarlo sui tetti se necessario: DOBBIAMO COMBATTERE l’odio razziale”.

Abbiamo parlato del movimento femminista in Giappone, per altre notizie e approfondimenti seguiteci su:
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Articolo di Giorgia Bonamoneta.

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