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Valimaki e Im: due nomi da ricordare

Due giovanissimi professionisti del tour maggiore, Im e Valimaki, si sono distinti in questo weekend di golf. Cerchiamo insieme di scoprire qualcosa in più su di loro. Leggendo i numeri… ne sentiremo senza dubbio parlare.

Im Sung-jae

Im, il Rookie of the year del 2019 ha finalmente portato a casa la sua prima vittoria.
Il sud Coreano l’aveva sfiorata tante, troppe volte. Solo quest’anno aveva un secondo ed un terzo posto. Su 13 eventi giocati ha passato 12 tagli con 4 top 10.
L’anno scorso era l’unico rookie arrivato all’ultimo round della fedex. Mentre al momento si trova al secondo posto dietro Justin Thomas.
Uno swing solido e con un ritmo invidiabile: Im è da tempo nel mirino di grandi sponsor grazie alle sue performance. Una bella President’s Cup giocata da protagonista ed ottimi piazzamenti durate questi due anni di Tour maggiore.

Valimaki e Im: due nomi da ricordare
Im all’Honda Classic
Da: Golfdigest.com

Ora è il numero 25 del world golf ranking, assicurandosi così un posto in tutti i Major. Un bel balzo dalla 34esima posizione grazie alla vittoria dell’Honda Classic: un percorso ricco di acqua ma che a lui non ha fatto mai paura.
Lo score -6 finale racconta di un campo estremamente selettivo con un taglio sopra par che ha eliminato da subito Koepka, il defending champion Keith Mitchell ed altri grandi nomi.
Si è conteso il trofeo con Tommy Fleetwood fino all’ultima buca, dove però l’inglese ha tirato il suo colpo decisivo proprio in acqua, lasciando invariato il Leaderboard.

Valimaki e Im: due nomi da ricordare
Sungjae Im
Da golfdigest.com

Lo swing è bilanciato. Un ritmo eccellente, un leggero appoggio sulle ginocchia prima di ogni tiro, un backswing estremamente lento: molto difficile da imitare. Un rilascio plastico con un’azione decisa del corpo. Un ottimo swing su un corpo ancora da modellare.

Sami Valimaki

Stessa sorte per il 21enne finlandese Sami Valimaki.
Sami ha vinto in Oman contro Brandon Stone in un lungo match play testa a testa durato 3 buche. Per 3 volte si è giocata la 18 esima buca. Stone sempre preciso e perfetto, mentre Valimaki è stato alcune volte falloso.
É arrivato al play-off dopo un quarto giro con una grande sbavatura: doppio bogey alla 9 che sembrava aver compromesso tutto il torneo.
Invece è rimasto freddo come la sua nazione di provenienza. Si riprende subito giocando un ottimo golf e timbrando un birdie alla 72esima per forzare un playoff insperato.

Valimaki
Il birdie alla 72 di Sami
da: golfchannel.com

Una vittoria meritata per un giovane di cui si sa ancora molto poco.
Sappiamo essere passato Pro nel 2019 con un Hcp di +3.5 dopo aver provato la QSchool nel 2017 e nel 2019, anno in cui ha ottenuto la carta piena.
Ottiene la sua prima vittoria dopo appena 6 apparizioni sul Tour maggiore ma con buon piazzamenti e 4 tagli passati.
Decide di passare professionista solo dopo aver completato il servizio militare in Finlandia.

Valimaki
Valimaki con il trofeo dell’Oman Open
da: ESPN.com

Un mondo del golf che con Tiger a riposo si apre ai giovani. Quello che è da sempre considerato, per i non addetti ai lavori, uno sport per vecchi non è mai stato così giovane. La somma dell’età dei vincitori di questa settimana è di 42 anni. Senza contare il norvegese Howland della scorsa settimana che è da pochissimo uscito dal college. Sperando che la loro fiamma non si spenga troppo presto, continueremo a fare il tifo per loro.

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